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Netflix riduce del 6% la forza lavoro, taglio maggiore dal 2022


Netflix si prepara a tagliare circa mille posti di lavoro, pari al 6% della propria forza lavoro, nella più ampia tornata di licenziamenti dal 2022. La riorganizzazione, riportata da Reuters sulla base di un memo interno dei co-amministratori delegati Greg Peters e Ted Sarandos, si inserisce in una fase di crescente competizione per conquistare il pubblico dello streaming e di revisione delle priorità di investimento del gruppo.

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Secondo quanto riferito, la maggior parte dei tagli interesserà le divisioni prodotto, tecnologia, legale e risorse umane. Nel messaggio ai dipendenti, Peters e Sarandos avrebbero sottolineato la necessità di mantenere disciplina nella gestione delle risorse e nella definizione delle priorità, mentre la società prosegue i propri piani di espansione nel settore dell’intrattenimento.

I due manager avrebbero inoltre ribadito che il business di Netflix rimane solido e in crescita e che il gruppo è in linea con le previsioni finanziarie per l’intero esercizio.

Il precedente del 2022

La nuova riduzione del personale richiama la ristrutturazione avviata nel 2022, quando il rallentamento della crescita dei ricavi e la prima perdita di abbonati in oltre dieci anni avevano spinto l’azienda a contenere i costi.

Nel maggio di quell’anno Netflix aveva licenziato circa 150 dipendenti, in gran parte negli Stati Uniti, dopo aver riorganizzato le attività di marketing e ridotto il personale della piattaforma editoriale interna Tudum. A giugno era seguita una seconda tornata di tagli, con circa 300 posti di lavoro eliminati, pari all’epoca a circa il 3% della forza lavoro.


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