Cultura

Danielle Ponder – Everything Has Changed

C’è una intervista al Guardian in cui Danielle Ponder racconta molto di sé, della propria vita, del percorso prima e dopo l’album d’esordio  “Some of Us Are Brave” che l’ha portata a registrare “Everything Has Changed”. L’aver lasciato una carriera da avvocata spesso in prima linea in difesa degli ultimi, per diventare musicista a tempo pieno alla soglia dei quarant’anni è solo uno dei cambiamenti che hanno scolpito e sconvolto il suo equilibrio.

Credit: Press

Evoluzione, trasformazione sono altre parole chiave di un disco, il secondo ma primo per la Dead Oceans, realizzato in collaborazione con Phoebe Bridgers e con la partecipazione di Mike Elizondo,  Bartees Strange, Avis Reese e Ray Jones. Quattordici brani per dire ad alta voce che la vita non è perfetta né deve esserlo a suon di soul, R&B, blues, folk, alt rock, hip – hop.

Voce splendida quella della musicista nata a Rochester (New York) che vive ad Atlanta, voce dalle mille sfumature, decisa e grintosa fin dalle prime note di “Seasons” e della dolente ma rabbiosa “God of You”, “Power” acuta rivendicazione prima ritmata poi accorato appello piano e voce e la malinconica “SKN” rappresentano il fulcro  di un disco che con “Sun and Moon” fa ballare corpo e anima.

Il neo soul di “Garden”, le emozioni senza filtri della title track, la modernità e la tradizione di “Ya Mama’s Love Song”, l’intimità di “Open Windows e “Blues”, il magnetismo di “Made My Bed” sono la vivida dimostrazione di un’artista che ha cercato e trovato se stessa e contiene moltitudini sonore, quelle di “Time Is A Wild Thing” e “Laurel Canyon”. “Everything Has Changed” è la miglior risposta a un America sempre più razzista e divisa, un omaggio al passato che guarda al presente.


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