Mattarella concede la grazia al gioielliere che uccise due rapinatori… ma non si tratta di Roggero
TORINO – Diciotto anni dopo la rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, in provincia di Catania, arriva la grazia parziale per Guido Gianni, orafo di origine torinese che nel 2008 sparò contro tre rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il provvedimento, che riduce di tre anni e due mesi la condanna complessiva a 12 anni e quattro mesi inflitta a Gianni per duplice omicidio e tentato omicidio.
Il provvedimento non cancella la condanna, ma riduce la pena ancora da scontare. Gianni, oggi 66 anni, ha già trascorso cinque anni e tre mesi in carcere e, dopo la grazia, si trova con un residuo di pena inferiore ai quattro anni. Una condizione che consente al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.
La rapina nella gioielleria
La vicenda risale al 2008. Gianni si trovò per la seconda volta ad affrontare una rapina nella sua gioielleria di Nicolosi. Nove anni prima aveva già sventato un tentativo sparando in aria.
Quella volta, però, la situazione degenerò. I rapinatori aggredirono la moglie del gioielliere e la minacciarono con un’arma, che in seguito sarebbe risultata essere a salve. Gianni reagì sparando. Due dei malviventi, entrambi di 21 anni, morirono, mentre un terzo rimase ferito.
«Ho difeso mia moglie e la mia famiglia, non volevo uccidere», aveva spiegato Gianni agli investigatori. La ricostruzione accolta dai giudici fu però diversa: secondo le sentenze, alcuni dei colpi mortali furono esplosi quando i rapinatori erano ormai in fuga e quindi non poteva essere riconosciuta la legittima difesa.
La condanna divenne definitiva e nel 2022 per Gianni si aprirono le porte del carcere.
La decisione di Mattarella
La grazia concessa dal Capo dello Stato è parziale. Nel provvedimento viene specificato che Mattarella ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal magistrato di sorveglianza e del periodo di pena già espiato.
La decisione estingue tre anni e due mesi di reclusione, lasciando a Gianni un residuo inferiore ai quattro anni. Sarà ora il Tribunale di sorveglianza a poter valutare l’eventuale affidamento in prova al servizio sociale.
La vicenda del gioielliere di Nicolosi è tornata al centro dell’attenzione anche negli ultimi anni, accompagnata da appelli per la sua clemenza, da una petizione promossa dalla moglie e dal sostegno della Lega.
Il caso arriva inoltre dopo il dibattito suscitato dalla vicenda di Mario Roggero, il gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori durante una rapina nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese. Due storie diverse per dinamica e conseguenze giudiziarie, ma accomunate dal tema della legittima difesa e dal dibattito sui limiti della reazione di chi si trova ad affrontare una rapina.
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