Veneto

Tecnologie al servizio di una riduzione di costi dell’energia cresciuti anche del 70% in 3 mesi


Si è svolta ieri 3 ottobre all’hotel Crowne Plaza di Padova. con la partecipazione di oltre 200 professionisti del settore la “Giornata dell’Impiantista 2026: il futuro si installa oggi” organizzata da Cna Padova e Rovigo. Una giornata di aggiornamento dedicata a installatori e manutentori, con focus su normative, sicurezza, efficienza e sostenibilità degli impianti. Tra approfondimenti per il settore elettrico ed elettronico e termoidraulico, interventi tecnici su norme CEI, manutenzione, ventilazione, Legionella e integrazione degli impianti con l’involucro edilizio uno dei nodi centrali è stato ancora una volta quello dell’efficienza energetica: una necessità strategica tanto per il sistema economico e produttivo del territorio quanto per le famiglie consumatrici.

«In un contesto così volatile per i costi dell’energia – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – lavorare sull’efficienza è fondamentale: il primo risparmio infatti è consumare di meno. Per questo, in occasione della decima edizione della Giornata dell’Impiantista, gli spazi di approfondimento dedicati all’efficienza, alla sostenibilità e all’applicazione delle più moderne tecnologie agli impianti saranno molti e approfonditi. Ancora una volta infatti stiamo assistendo ad una nuova impennata dei costi di elettricità e gas che rischiano di mettere in ginocchio le imprese e le famiglie alle prese nel contempo con un’inflazione che cresce ben oltre le prospettive più nere e che si attesta a settembre attorno al 4,2%, ai massimi da 3 anni a questa parte. Gli impiantisti, con la loro professionalità e le loro competenze, sono pronti a venire in aiuto di famiglie e imprese, accompagnandole in scelte di efficienza energetica che, con l’avvio dell’anno termico e l’accensione delle caldaie, sono più che mai strategiche. Grazie a eventi come la Giornata dell’Impiantista e al costante supporto alla formazione dei professionisti, Cna Padova e Rovigo è al fianco del suo sistema economico e sociale di riferimento».

Montagnin ha proseguito: «Allo stesso tempo, riteniamo necessario rafforzare il sistema dei controlli sugli impianti termici presenti sul territorio, comprese le caldaie e le centrali termiche, attraverso un’attività di verifica che coinvolga gli enti competenti e che sia accompagnata da adeguate iniziative di informazione e supporto ai cittadini e alle imprese: Le notizie di queste settimane sugli incidenti legati alle caldaie dimostrano quanto sia importante non abbassare la guardia. La sicurezza degli impianti termici non può essere affrontata soltanto dopo che si è verificato un incidente: occorre agire prima, attraverso manutenzione, controlli e informazione. Un impianto efficiente è un impianto che consuma meno, costa meno, inquina meno e, soprattutto, è più sicuro per le persone».

Proprio a partire da luglio 2026, a pochi mesi dall’avvio dell’anno termico e dall’accensione dei riscaldamenti, infatti il prezzo medio della materia prima energia ha visto un balzo in avanti solo parzialmente giustificato dalle tensioni geopolitiche in atto nel mondo. Secondo i dati del consorzio Ape di Cna, il gruppo di acquisto per elettricità e gas che associa attualmente oltre 500 imprese artigiane del territorio di Padova e Rovigo, i prezzi dell’elettricità, sostanzialmente stabili su una media di 0,126 euro al KWh da gennaio a giugno di quest’anno hanno visto una progressiva impennata: a luglio il prezzo medio era di 0,157 euro al KWh, ad agosto 0,180 euro al KWh, a settembre di 0,214 euro al KWh. in sostanza in tre mesi l’incremento dei prezzi è stato di poco meno del +70%. Non diversa la situazione relativa ai prezzi del Gas naturale: tra gennaio e giugno 2026 i prezzi si erano attestati intorno agli 0,476 euro per metro cubo (Smc), a luglio si era saliti a 0,606 euro per metro cubo (Smc), ad agosto di raggiungeva gli 0,692 euro per metro cubo (Smc) per giungere a un settembre a quota 0,770 euro per metro cubo (Smc). La crescita nei tre mesi in questo caso è stata del 61,7%.

Per una famiglia media di 4 persone i cui consumi per Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) oscillano tra i 2700 KWh annui e gli oltre 3200 KWh, il conto si fa salato: in pratica per chi consumasse 3000 KWh annui si passerebbe da un costo annuo di giugno, per la sola materia prima, di circa 378 euro, a 642 euro (che vanno comunque moltiplicati per due o poco meno). Per una piccola impresa artigiana del settore della meccanica che consumasse intorno ai 100mila KWh annui (si tratterebbe qui di un’azienda con circa 5 o 6 dipendenti al massimo) la spesa annua passerebbe dai 12.600 euro di giugno (per la sola materia prima) agli attuali 21.400 euro. Altrettanto drammatici i conti per il gas: una famiglia sempre di 4 persone con un consumo standard di 1.500 Smc annui, il prezzo della sola materia prima passerebbe da 714 euro a 1.155 euro. Per un piccolo laboratorio artigiano (es. panifici, ceramica, verniciatura, lavorazioni a caldo) che consumasse circa 10.000 metri cubi standard (Smc) di gas naturale i prezzi annui salirebbero dai 4.760 euro di giugno ai 7.700 attuali.

«Durante questa giornata e nei tanti corsi di formazione che Cna offre ai suoi associati affrontiamo con molta serietà il tema dell’efficienza energetica – spiega Daniele Donà, presidente degli Impiantisti di Cna Padova. – lo facciamo con le nuove tecnologie delle pompe di calore, del fotovoltaico, dei sistemi di accumulo ma anche con l’introduzione di sistemi ibridi che sono una combinazione tra pompa di calore e caldaia a condensazione. Ma lo facciamo anche con la consulenza ai nostri clienti. Siamo noi, sempre più spesso, a indirizzare i clienti verso il sistema meno costoso per riscaldare, raffrescare e ottenere maggiore energia senza sprechi. C’è poi il tema della salubrità degli edifici che diventa importantissima con i nuovi sistemi di condizionamento dell’aria. Sistemi che vanno verificati, controllati e manutenuti periodicamente. Quest’anno tocchiamo anche il tema dei controlli legati alla sicurezza dell’acqua: il focus sarà sulla legionella, un batterio molto pericoloso che si forma negli accumuli di acqua sanitaria e nelle tubazioni idrauliche e nelle canalizzazioni d’aria di sistemi come quello dei condizionatori che sono usati sempre più spesso anche d’inverno».

«Molto spesso viviamo le imposizioni della Ue in termini di tecnologie per il condizionamento degli edifici come una cosa molto negativa – spiega Massimo Fidelfatti, presidente degli Impiantisti di Cna Rovigo – ma ci scordiamo di considerare gli aspetti positivi di questa spinta verso l’introduzione di nuove tecnologie per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici. La Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa e l’introduzione di tecnologie come le pompe di calore, che portano di fatto a 0 l’impatto ambientale della climatizzazione (caldo-freddo) degli edifici, assicura non solo un risparmio economico ma anche una maggiore salubrità dell’ambiente in cui tutti viviamo. Personalmente – ha concluso – ritengo che sarebbe opportuno per le famiglie più in difficoltà che il governo prevedesse degli incentivi economici per l’efficientamento energetico: le caldaie non sono più detraibili ma per le famiglie meno ricche un incentivo ulteriore che funzioni in base al reddito sarebbe non solo una iniziativa giusta ma anche funzionale alla più rapida diffusione delle nuove tecnologie con tutti i vantaggi ambientali e di efficienza che questo potrebbe produrre».


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