Marche

«Le tariffe previste da Anima sono da struttura di lusso». Le critiche da Cgil, Sunia e studenti. Si va da 400 a 550 euro al mese


ASCOLI A pochi giorni dall’inaugurazione dello studentato Anima Picena della famiglia Tosti, alla presenza anche del ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, arrivano le critiche di Cgil, Sunia e Rete studenti. I sindacati contestano i costi degli affitti. «Le tariffe previste per gli studenti che ne facciano richiesta sono le seguenti: 400 euro per un posto letto in una stanza doppia, 550 euro per un posto letto in una stanza singola. Una struttura che è stata realizzata anche con l’utilizzo di risorse pubbliche» si legge in una nota.

I posti letto

La residenza dispone di 72 posti letto distribuiti in 42 camere, di cui 12 singole e 30 doppie, e nasce dal recupero di un immobile rimasto a lungo inutilizzato. «Cifre altissime. Giusto pochi giorni fa abbiamo assistito all’inaugurazione della struttura alla presenza del Ministro dell’Università in una atmosfera di grande festa, e pensavamo che l’idea fosse quella di garantire l’accessibilità dell’istruzione universitaria per gli studenti che scelgono Ascoli – afferma Daniele Lanni, segretario generale della Cgil Ascoli -. Ci eravamo evidentemente illusi: questi sono prezzi da struttura di lusso, spacciata per residenziale per studenti, e realizzata anche con l’utilizzo di risorse pubbliche. Se questo è il modello che si ha in testa di territorio, noi non siamo d’accordo. Una struttura simile dovrebbe avere una valenza sociale ed essere utile all’inclusione e alla crescita del territorio, alla garanzia del diritto allo studio degli studenti, ad attrarre nuove intelligenze nel nostro territorio, invece con questi prezzi sarà una struttura esclusiva e del tutto inutile al territorio, nonostante anche l’utilizzo di risorse pubbliche per la realizzazione».

L’associazione degli inquilini

Critico anche Angelo Lancianese, segretario del Sunia, sindacato degli inquilini: «Prezzi assolutamente fuori mercato, anche se comprensivi di utenze o altro. Gli accordi territoriali che definiscono i canoni concordati prevedono cifre assolutamente più basse, per cui ci viene da chiederci se per una struttura che dovrebbe garantire un servizio sociale non fosse più opportuno applicare quanto meno il canone concordato. Nella nostra attività quotidiana incontriamo tantissime studentesse e studenti che accedono agli affitti nel territorio, ed i prezzi medi sono meno della metà dei prezzi che vediamo».

Gli studenti

Si fa sentire anche la Rete degli Studenti medi: «Costi così elevati sono elitari e rappresentano una negazione concreta del diritto allo studio – spiega Lucia Rozzi -. In un territorio già difficile per giovani e studenti, questa è l’ennesima scelta che allontana le nuove generazioni. Abbiamo bisogno di politiche abitative accessibili, capaci di sostenere chi come noi studia, cresce e vive qui. Investire negli studenti significa darci la possibilità di restare, studiare e costruire il nostro presente futuro sul territorio». A breve partiranno altri cinque studentati, resi possibili grazie al bando ministeriale per il finanziamento di alloggi universitari tramite fondi Pnrr: uno in zona Marino, uno a Villa Pigna, due a Castel di Lama e uno a San Benedetto.




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