Caso Malagò e possibile commissariamento Figc, il Coni convoca la giunta: cosa può succedere
Una svolta per il futuro della Figc, messo a rischio dal nodo del tesseramento del presidente Giovanni Malagò, arriverà la prossima settimana. Il Coni ha convocato per martedì 6 ottobre, alle ore 13, la giunta che si esprimerà sul commissariamento della Federcalcio. A seguire, si terrà il Consiglio nazionale.
Lo ha annunciato Luciano Buonfiglio, presidente del Comitato olimpico, a margine della presentazione della nuova stagione della pallanuoto, specificando che la data è stata scelta «per favorire il presidente Malagò che aveva tempi ristretti».
Il parere dei giuristi
«Ci siamo attrezzati bene per non lasciare spazio a interpretazioni. Manderemo i quattro pareri dei nostri giuristi ai presidenti delle federazioni» ha spiegato Buonfiglio, aggiungendo che «noi siamo chiamati a decidere senza se e senza ma. Da pubblico ufficiale ho il dovere di documentare e questi quattro pareri sono granitici. Presenterò una relazione e saranno inviati i pareri affinché nessuno possa dire di non essere stato informato per tempo».
Il 6 ottobre, dunque, la giunta del Coni esprimerà un verdetto che deciderà il destino della Federcalcio. La vicenda era cominciata in estate, con il ricorso formale presentato alla giustizia sportiva subito dopo l’elezione di Malagò da Renato Miele, candidato alla presidenza della Figc. Miele accusava l’ex giocatore di calcio a 5 di non essere stato in possesso di una tessera Figc attiva al momento del deposito della candidatura, requisito obbligatorio per l’eleggibilità. Giuseppe Chinè, capo della Procura Figc, aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine mentre il procuratore generale dello sport, Ugo Taucer, ha rimesso il caso al Coni, chiedendo di verificare se vi siano effettivamente stati dei profili di irregolarità.
La linea di Buonfiglio
«Faremo sì che la giunta non possa assumere atteggiamenti personalistici andando al di fuori dell’ambito in cui dobbiamo decidere» ha promesso Buonfiglio. «Non ho dubbi sul senso di responsabilità e di appartenenza al mondo sportivo – ha concluso il presidente del Coni. È necessario ripristinare l’etica e il rispetto delle regole, abbiamo questo dovere perché ci riempiamo la bocca di questi valori ma quando si entra in concreto non abbiamo il coraggio e la coerenza di applicarli».
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