Informazione Campania – SALERNO – NICOLAS WINDING REFN ARRIVA PER L’EVENTO FIRMATO DA LINEA D’OMBRA E UNISA

Salerno. «Play», il tema della 31esima di Linea d’Ombra Festival, in programma a Salerno dal 9 al 14 novembre, diventa con Nicolas Winding Refn una chiave per interrogare il futuro del cinema. Invitato da Boris Sollazzo, co-direttore artistico del festival, a riflettere sul rapporto tra il gioco e la propria cinematografia, il regista ha indicato una possibilità: «Ho molti pensieri sul futuro del cinema, ma uno in particolare riguarda il modo in cui si possono fondere gaming, social media e cinema in una nuova forma di linguaggio».
Una prospettiva condivisa con il pubblico di Salerno prima della proiezione di Her Private Hell, nell’ambito dell’iniziativa congiunta tra Linea d’Ombra Festival e l’Università degli Studi di Salerno, con il Laboratorio di Storytelling Audiovisivo | LABSAV del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione (DiSPC) e la partecipazione del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC). L’evento è stato curato per Linea d’Ombra da Franco Cappuccio. Ad affiancare il regista danese, Peppe D’Antonio, co-direttore del festival, e Virgilio D’Antonio, rettore dell’Università degli Studi di Salerno.
Per introdurre il senso dell’opera, Refn ha ripreso un racconto personale: «Quattro anni fa sono morto per venticinque minuti e sono riuscito a tornare dall’altra parte. Questo è il primo film che ho realizzato da quando sono tornato». Un’esperienza che lega al suo personalissimo sguardo sul cinema: «Per me, ha molto a che fare con il vedere il cinema del futuro, non tanto con ciò che il cinema era, quanto con ciò che può diventare».
Al centro del film c’è il rapporto tra una figlia e un padre in un universo immaginifico segnato da estremo rigore formale, potente impatto sonoro e visivo. Il regista ha invitato i padri presenti in sala ad alzare la mano, poi ha offerto una chiave per avvicinarsi alla trama: «È la storia di una ragazza che cerca suo padre, che la lascia continuamente, e durante questo viaggio crea il padre perfetto. Dopo potremo parlare di padri e figlie. Io sarò qui».
Prima di lasciare spazio alla visione, Refn ha dato le sue istruzioni d’uso per la proiezione: «Assicuratevi di proiettare il film a un volume molto alto, davvero molto alto: alto come a un concerto».
Alla fine della proiezione del film, l’autore si è sottoposto a un nutrito fuoco di fila di domande da parte soprattutto di giovani appassionati. Ne è emerso un discorso sull’importanza della creatività, sulla necessità di scoprire il proprio talento e coltivare le proprie capacità, sul pericolo dell’IA, come sul coraggio di sperimentare territori visivi e sonori ancora inesplorati. Refn si è anche concesso ai selfie dei suoi moltissimi ammiratori. Lasciando Salerno ha promesso di ritornare nel 2028 per presentare il suo nuovo film, non a caso sul gioco.
Al The Space è stata proiettata sul grande schermo anche la nuova identità visiva di Linea d’Ombra, realizzata da Roberto Policastro di Doppiavù Studio, l’art&graphic director del festival. «Il visual interpreta il tema PLAY come spazio di connessione, scambio e contaminazione. Le forme, i colori e le traiettorie si intrecciano, giocano con i confini dell’immagine, dando vita a un sistema dinamico in continua trasformazione, evocando percorsi e identità differenti che alla fine entrano sempre in relazione».
Linea d’Ombra Festival XXXI edizione è un’iniziativa promossa e organizzata dall’associazione SALERNOINFESTIVAL ETS; realizzata con il contributo ex L.R. 30/2016 della Regione Campania con la Film Commission Regione Campania; con il contributo ed il patrocinio del Comune di Salerno; con il contributo della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura; con il sostegno della Camera di Commercio I.A.A di Salerno; Sostenitori: con il contributo di Fondazione Carisal con la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Sud e Isole e di Banca di Credito Cooperativo Campania Centro. Sponsor: La Doria S.p.A. Media Partner: Taxidrivers.
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