Netflix cambia strategia, KPop Demon Hunters 2 uscirà al cinema: rivelata la strategia per il film
Netflix sta riscrivendo le proprie regole. Il colosso dello streaming, storicamente restio a concedere ampi spazi alle sale cinematografiche, ha annunciato che KPop Demon Hunters 2 arriverà nei cinema nel 2029. L’annuncio è arrivato direttamente dal co-CEO Ted Sarandos durante l’evento Bloomberg Screentime di mercoledì sera, confermando una svolta strategica che molti nel settore aspettavano da tempo.
Il primo capitolo di KPop Demon Hunters, titolo animato prodotto da Sony e distribuito direttamente in streaming, ha frantumato ogni aspettativa. Con 325,1 milioni di visualizzazioni nei primi 90 giorni sulla piattaforma e 63 settimane consecutive nella Top 10 globale, l’opera ha dimostrato un appeal trasversale raramente visto nel catalogo Netflix. Ma è stato un esperimento successivo a rivelare il vero potenziale cinematografico del franchise: due mesi dopo il debutto streaming, una versione singalong del film ha incassato circa 19 milioni di dollari in soli due giorni.
Quei numeri hanno fatto rumore. Abbastanza da convincere Sarandos e il suo team che alcuni contenuti meritano un trattamento diverso. “Quando arriverà il sequel di KPop Demon Hunters, potete aspettarvi un’uscita teatrale molto ampia“, ha dichiarato il co-CEO, inserendo il film in una nuova categoria strategica insieme a grandi produzioni family come Narnia: Il Nipote del Mago (previsto per il 12 febbraio 2027) e Charlie vs. the Chocolate Factory (5 novembre 2027).
La strategia di Netflix per il cinema si sta articolando su uno spettro preciso. Da un lato ci sono i film d’autore come La Bola Negra, vincitore del premio per la miglior regia a Cannes, che riceverà un’uscita limitata con finestra teatrale di 46 giorni a partire dal 16 ottobre. Dall’altro, i blockbuster come Narnia e, appunto, KPop Demon Hunters 2, destinati a finestre ampie e release globali coordinate.
Per la prima volta nella sua storia, Netflix riporterà pubblicamente i dati del botteghino per questi film. Una mossa che segna un cambio di paradigma per un’azienda che ha costruito il proprio impero sull’opacità dei numeri e sulla misurazione esclusiva tramite ore di visualizzazione. Ma Sarandos ha smorzato le aspettative finanziarie: “Non sarà legato al conto economico stesso, le aspettative sono relativamente basse in termini di impatto sul risultato finanziario del film. Se assumi un piccolo rischio per le performance su Netflix, dovresti avere il potenziale per un grande ritorno al cinema“.
Il 2029 è ancora lontano, ma l’industria cinematografica sta già osservando. Il rapporto tra streaming e sale è stato conflittuale per anni, con distributori tradizionali e catene di cinema che hanno combattuto contro la compressione delle finestre teatrali. Netflix, per lungo tempo, è stata vista come l’antagonista principale di questo ecosistema. Ora, con titoli di peso come KPop Demon Hunters 2, Narnia (con le sue prime immagini rivelate da poco) e l’imminente Ink di Danny Boyle (11 dicembre), il gigante dello streaming sembra aver trovato un equilibrio: non più guerra tra modelli distributivi, ma coesistenza strategica.
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