Bari, la pista ciclabile di viale Kennedy tra polemiche e incidenti
Era stata presentata come un tassello importante per la mobilità sostenibile cittadina, ma a pochi mesi dalla sua realizzazione la pista ciclabile di viale Kennedy è finita al centro di un vero e proprio caso cittadino. Inaugurata tra le polemiche la scorsa estate, quando residenti e automobilisti avevano iniziato a contestare il tracciato tortuoso e le cosiddette “curve inutili”, l’infrastruttura sta ora registrando una sequenza preoccupante di incidenti e disagi al traffico che sollevano interrogativi sulla sua sicurezza e progettazione.
Dalle proteste agli incidenti
Già a giugno, la comparsa del tracciato aveva scatenato un dibattito sui social e tra i residenti del quartiere. Le critiche principali si erano concentrate sulla conformazione della pista, con deviazioni a zig-zag e strozzature della carreggiata per le auto (da una parte pensate per preservare i posti auto ma dall’altra potenzialmente dannose per la fluidità del traffico). All’epoca, le repliche istituzionali avevano difeso la bontà del progetto, assicurando che la conformazione rispondesse a criteri tecnici ben precisi.
Le rassicurazioni di allora, tuttavia, sembrano scontrarsi con la realtà di oggi. Nelle ultime settimane la situazione è degenerata, trasformando viale Kennedy in un tratto ad alto rischio. Sono già tre in pochi giorni gli incidenti occorsi in quel tratto di strada. Tra questi un’automobile è finita rovinosamente sul cordolo della ciclabile, provocando uno sversamento di olio sull’asfalto che ha richiesto interventi di messa in sicurezza (bloccando per ore la strada per la rimozione dell’auto).
E ancora ieri un autobus di linea, impegnato nella svolta da corso Alcide De Gasperi verso viale Kennedy, è rimasto letteralmente “incastrato” sulla pista. Il mezzo è stato costretto a una serie di manovre per disincastrarsi e riprendere la marcia, bloccando temporaneamente la circolazione e offrendo l’ennesima immagine di un’infrastruttura difficile da conciliare con i flussi di mezzi di grandi dimensioni.
Cosa ne pensano i residenti
A fotografare il clima di esasperazione collettiva sono i canali social e le chat di quartiere. Sotto le foto degli ultimi incidenti, i commenti dei cittadini baresi restituiscono il ritratto di un disagio diffuso. Si parla apertamente di un “incubo” quotidiano per automobilisti, residenti e persino per gli stessi utenti della strada su due ruote, costretti a fare i conti con una convivenza forzata e confusa tra veicoli privati, mezzi pubblici e biciclette.
Le lamentele non mettono in discussione il valore della mobilità ciclabile in sé, ma denunciano l’efficacia di un’esecuzione che, a parere di molti, appare slegata dalle reali dimensioni e dinamiche di scorrimento dell’arteria stradale. Residenti e automobilisti chiedono ora un intervento di revisione o una maggiore segnaletica che possa mitigare i rischi. Le piste ciclabili servono, questo è indubbio. Ma serve anche imparare ad usarle e, forse in alcuni casi, a costruirle con maggiore criterio.




