Caro carburante e crisi agricola: a Crotone trattori in strada, forti disagi alla viabilità. Analoghe proteste in Calabria FOTO
Disagi per automobilisti e pendolari alla rotonda di Passovecchio che collega la Statale 106 con la 107 Silana-Crotonese nelle vicinanze delle contrade Nord di Crotone. Nei pressi dell’importante snodo stradale sono tornati i trattori degli agricoltori che anche nel Crotonese sono scesi in strada a manifestare contro il caro carburante e per rivendicare più attenzione per la categoria colpita dalla crisi. Polizia stradale e carabinieri stanno vigilando sulla protesta promossa a livello locale dal gruppo agricoltori del Crotonese. Il traffico ha subito forti rallentamenti con auto e pullman che sono transitati con difficoltà.
La protesta degli agricoltori e di altre categorie per il caro carburanti si moltiplica anche in Calabria. Oltre al blocco stradale di Crotone ulteriori disagi si registrano nei pressi dello svincolo di Pizzo e Firmo-Sibari dell’autostrada A2 del Mediterraneo. In provincia di Cosenza, dopo un corteo di mezzi agricoli e camion, le forze dell’ordine hanno impedito il blocco dell’autostrada, dove però permane un presidio. I manifestanti lamentano anche qui il costo eccessivo del carburante e il rischio di paralisi per il comparto agricolo e per quello legato agli autotrasporti. La situazione è costantemente monitorata dalle forze dell’ordine.
Confimprenditori: “Price cap sia solo un primo punto di partenza”
“Condividiamo la protesta degli agricoltori calabresi, degli autotrasportatori siciliani e dei pescherecci. Siamo stati la prima associazione a chiedere un price cap equo sui carburanti. Dopo settimane, l’Eni ha recepito la nostra proposta, ma non basta: il prezzo è ancora troppo alto. Il price cap attuale dev’essere solo un primo punto di partenza”. Così il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.
“Per gran parte delle imprese, anche così, il costo del carburante è insostenibile. Trasporti, pesca e agricoltura corrono il rischio di pagare un prezzo altissimo: se non si interviene immediatamente, interi comparti andranno incontro al fallimento. Il Governo – ha aggiunto – deve intervenire immediatamente. Abbiamo dimostrato che la nostra proposta di un price cap a 1,90 euro per la benzina e 1,95 euro per il diesel è sostenibile. Mentre perdiamo tempo con inutili plausi, le piccole imprese falliscono. Serve una risposta strutturale. Siamo disponibili a portare al Governo i nostri studi: abbassare il prezzo è possibile, serve solo la volontà politica”, ha concluso Ruvolo.
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