Energia più cara in Calabria, imprese più fragili. Il conto rischia di salire fino a 85 milioni
Un Paese in bolletta e una regione in ginocchio. La crisi energetica è come una febbre maligna che minaccia quotidianamente le imprese. Una malattia che indebolisce il sistema immunitario già fragile di un tessuto produttivo in prima linea. Secondo il Centro Studi Sdi Confcommercio, in Calabria il conto rischia di essere particolarmente salato, perché arriva tra le pieghe di un’economia regionale nella quale commercio e turismo sono espressione in larga parte di micro e piccole imprese, con margini spesso ridotti e una capacità limitata di assorbire nuovi aumenti dei costi.
Per comprendere meglio la dimensione del problema bisogna partire dalle quotazioni dell’elettricità sul mercato. Secondo l’ultima analisi di Confcommercio, a settembre, il Prezzo unico nazionale della corrente è aumentato del 73,3% rispetto alla media del 2025 e del 271,1% rispetto ai livelli pre-pandemici. Il divario con i principali mercati europei resta inoltre elevato e rischia di nutrire divari all’interno dell’Eurozona: il prezzo italiano risulta superiore di 65,3 euro per megawattora rispetto alla Germania, di 67,2 euro rispetto alla Spagna e di 69,4 euro rispetto alla Francia.
Una dinamica che rovescia tossine sul terziario. Negozi, bar, ristoranti, alberghi e grande distribuzione utilizzano energia in modo strutturale. Refrigerazione, illuminazione, climatizzazione, cucine e apparecchiature elettriche sono parte integrante dei costi di esercizio. A livello nazionale, Confcommercio stima per il secondo semestre del 2026 un aggravio superiore a un miliardo di euro sulle bollette elettriche di questi comparti. In Calabria la dimensione del problema si misura, innanzitutto, nella consistenza del tessuto imprenditoriale. Al 31 maggio 2026 risultano attive circa 155.825 imprese. Il commercio rappresenta il 28,9% del totale, con circa 45mila attività, ma nello stesso tempo registra una contrazione del 3,7% su base annua. La ristorazione supera le 11 mila imprese, mentre il comparto alberghiero conta circa 850 strutture.
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