Società

Compiti a casa senza voto né commento: accade per il 31,1% dei ragazzi delle superiori. I dati

Nelle aule delle scuole superiori italiane le interrogazioni orali e i compiti in classe rimangono gli strumenti principali per valutare gli studenti.

A evidenziarlo sono i numeri del rapporto di ricerca “La valutazione degli apprendimenti e il vissuto degli studenti”, firmato dal Censis insieme alla Fondazione Costruiamo il Futuro all’interno del Progetto IRIDE. La ricerca mostra come i metodi tradizionali restino quelli in cui i ragazzi ritengono di esprimere con maggiore sicurezza le proprie conoscenze.

Le preferenze degli studenti tra orali, scritti e metodi alternativi

Nella graduatoria delle prove preferite, il colloquio orale individuale raccoglie il 38,2% dei consensi totali, con un’indicazione espressa dal 42,6% delle ragazze e dal 34,6% dei ragazzi. Questo dato cambia in modo evidente tra i diversi percorsi scolastici: nei licei tocca il 45,8%, negli istituti tecnici si attesta al 31,1% e nei professionali scende al 22,6%. Le prove scritte individuali occupano il secondo posto con il 29,0% delle preferenze, trovando un seguito uniforme tra i vari indirizzi: il 29,7% nei licei, il 27,6% nei tecnici e il 29,8% nei professionali.

Tutte le altre forme di verifica raccolgono consensi decisamente più bassi: i lavori di gruppo piacciono al 12,1% degli studenti, divisi tra il 10,5% dei licei, il 13,8% dei tecnici e il 14,4% dei professionali; le attività pratiche e di laboratorio sono indicate dal 9,5% dei ragazzi, con una forbice che va dal 3,6% dei licei al 15,4% dei tecnici e al 20,7% dei professionali.

La creazione di prodotti multimediali convince il 6,4% degli allievi, precisamente il 7,1% nei licei, il 5,6% nei tecnici e il 5,5% nei professionali. Risultati ancora inferiori riguardano i quiz digitali interattivi, scelti dal 2,1% totale (1,3% nei licei, 2,9% nei tecnici e nei professionali), la valutazione dei compiti a casa, gradita dall’1,7% (1,1% nei licei, 2,4% nei tecnici e nei professionali), e i compiti di realtà, che chiudono la classifica con l’1,1% (0,9% nei licei, 1,2% nei tecnici e 1,7% nei professionali).

La frequenza reale delle verifiche svolte ogni giorno in classe

La preferenza per i metodi classici rispecchia ciò che accade quotidianamente in classe, dove i sistemi di valutazione alternativi trovano uno spazio limitato. I progetti collettivi vengono valutati solo qualche volta all’anno per il 65,7% degli studenti, mentre una verifica mensile riguarda il 17,1% dei ragazzi e una frequenza di più volte al mese si ferma al 12,0%, lasciando un 5,2% di allievi che non li affronta mai. Nei percorsi professionali la valutazione mensile dei lavori di gruppo riguarda il 22,0% degli alunni, contro il 17,0% dei tecnici e il 16,3% dei licei.

Anche lo studio svolto a casa rimane spesso privo di un riscontro formale: il 31,1% degli studenti afferma, infatti, che i compiti domestici non ricevono mai un voto o un commento dagli insegnanti, una quota che sale al 35,3% nei licei, al 28,0% nei tecnici e scende al 19,6% nei professionali. Il 34,2% degli allievi vede valutati i compiti a casa solo qualche volta nell’arco dell’anno, il 22,7% più volte al mese e il 12,0% circa una volta al mese.

Nel campo delle attività di laboratorio, i dati evidenziano differenze profonde tra le varie scuole. In totale, le prove pratiche vengono valutate più volte al mese per il 27,3% degli studenti, una volta al mese per il 16,3%, qualche volta per il 37,1% e mai per il 19,3%. Se negli istituti professionali il laboratorio viene valutato più volte al mese per il 67,1% dei ragazzi e nei tecnici per il 44,0%, nei licei la frequenza assidua scende al 9,1%, con un 28,7% di liceali che non viene mai valutato in laboratorio.

I prodotti multimediali ricevono una valutazione più volte al mese per il 12,4% dei ragazzi e una volta al mese per il 20,5%, mentre il 53,5% li affronta solo qualche volta e il 13,6% mai. Negli istituti professionali il 51,7% degli alunni li presenta almeno una volta al mese, a fronte di utilizzi saltuari nei licei con il 58,7% e nei tecnici con il 50,6%. Infine, i compiti di realtà non vengono mai valutati per il 46,1% degli studenti, toccando il 51,9% nei licei, mentre si valutano qualche volta per il 36,0%, una volta al mese per l’11,6% e più volte al mese per il 6,3%. I quiz interattivi digitali rimangono del tutto assenti per il 44,2% dei ragazzi (con una punta del 49,1% nei licei), vengono usati qualche volta per il 42,2%, una volta al mese per l’8,9% e più volte al mese per il 4,7%.

L’equità dei voti secondo la percezione degli studenti

Sul tema della giustizia e della trasparenza dei voti, il 55,7% degli studenti giudica la valutazione dei docenti equa, suddiviso tra un 4,3% che la ritiene molto equa e un 51,4% che la considera abbastanza equa. Il restante 44,3% esprime invece un parere critico, giudicando i voti poco equi per il 31,4% o per niente equi per il 12,9%.

La sensazione di subire valutazioni poco corrette si avverte in misura maggiore tra le studentesse: il 47,1% delle ragazze giudica i voti poco o per niente equi (precisamente il 33,9% poco e il 13,2% per niente), rispetto al 41,8% dei maschi (il 29,5% poco e il 12,3% per niente). Tra gli indirizzi scolastici, il giudizio critico sui voti tocca il 46,7% nei licei e il 42,9% nei tecnici, scendendo al 35,8% nei professionali. Risulta determinante anche la storia scolastica del singolo alunno: tra chi definisce la propria carriera molto positiva, la percezione di equità supera il 75%, mentre il 53,2% di chi ha vissuto un percorso molto negativo giudica le valutazioni degli insegnanti per niente eque.

Il rapporto


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »