“Il vero giudice è il cliente: se non ti approva e ti boccia, il ristorante chiude. La nuova generazione non cucinerà più a casa”: parla chef Albert Adrià
A 56 anni, e con alle spalle la rivoluzione di elBulli firmata insieme al fratello Ferran, Albert Adrià non ha alcuna intenzione di sedersi sugli allori. Lo chef, oggi alla guida di Enigma a Barcellona, si racconta in un’intervista senza sconti in cui smonta miti, tradizionalismi e luoghi comuni sulla sua cucina.
Il primo colpo lo dà a se stesso. Adrià ammette a I Piaceri del Gusto con disarmante onestà di essere passato da un’epoca di pura creazione a una fase in cui, dice, si limita a “ricreare”. Non è nostalgia, ma la lettura di un tempo in cui le informazioni viaggiano ovunque in tempo reale, rendendo quasi impossibile inventare qualcosa di realmente inedito. La vera rivoluzione, secondo lui, arriverà comunque: semplicemente non sappiamo ancora riconoscerla.
Il cuore dell’intervista è però un cambio di paradigma che riguarda il rapporto tra chef e commensale. Per anni l’alta cucina ha messo il cuoco al centro dell’esperienza, obbligando il cliente ad accettarne le regole. Adrià ribalta lo schema: è lui che si adatta al tavolo, non il contrario. E a chiudere il discorso arriva la frase manifesto: il giudizio definitivo su un ristorante non spetta alla critica, alle stelle o alle guide, ma a chi si siede a mangiare. Se il cliente boccia, il locale chiude. Punto.
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