Società

Panico da interrogazione: il 56,7% degli alunni salta la scuola per evitare la verifica e il 35,5% marina anche se ha studiato. I dati

L’appuntamento con un’interrogazione o un compito in classe non è quasi mai un momento neutro.

A scattare una fotografia precisa del vissuto emotivo tra i banchi è un recente report del Censis, realizzato nell’ambito del Progetto Iride per la Fondazione Costruiamo il Futuro e il Ministero dell’Università e della Ricerca: per la maggior parte dei ragazzi italiani, la valutazione scolastica si trasforma in una vera e propria prova del fuoco emotiva, capace di condizionare i voti, il benessere psicologico e persino le presenze in aula.

L’impatto sul rendimento: la pressione emotiva pesa soprattutto sulle studentesse

Quando c’è da prendere un voto, lo stato d’animo conta quasi quanto lo studio. Ben il 73,7% degli studenti si dice infatti convinto che il modo di vivere la valutazione influenzi il proprio rendimento finale: per il 28,3% pesa moltissimo, mentre per il 45,4% incide abbastanza.

In questo scenario emerge una prima e marcata differenza tra maschi e femmine. A sentire che l’emotività condiziona molto il risultato finale è il 34,3% delle ragazze, rispetto al 22,9% dei compagni maschi.

Tra paure e piccoli blocchi: la mappa delle emozioni di fronte al professore

Ma cosa provano davvero i ragazzi un attimo prima dell’interrogazione? La risposta più comune è una leggera tensione – avvertita dal 35,9% degli studenti -, ma per uno su quattro la situazione diventa molto più pesante. Il 24,6% del totale dichiara infatti di sentirsi fortemente ansioso e preoccupato.

Proprio qui il divario di genere si fa impressionante: la forte ansia travolge il 36,0% delle studentesse, a fronte di appena il 14,5% dei ragazzi. Un rapporto netto, superiore a due a uno. Non manca comunque chi affronta la prova trasformando la tensione in carica positiva. Si tratta del 18,4% degli studenti, che si dicono sotto pressione ma comunque motivati (quota che si attesta al 20,0% tra le femmine e al 16,7% tra i maschi).

E chi riesce a stare totalmente sereno? Pochi, pochissimi. A dichiararsi tranquilli è appena il 14,0% del totale: una quota che sale al 21,5% tra i ragazzi, mentre crolla al 5,5% tra le ragazze. Resta infine un risicato 7,1% che si definisce del tutto indifferente.

Marinare la scuola per paura del voto: il blocco che colpisce anche chi ha studiato

La paura del giudizio non resta confinata tra le mura della classe, ma spinge molti giovani a evitare del tutto la scuola. I dati sull’assenteismo mostrano come il timore della verifica diventi una costante: il 56,7% degli studenti ha saltato le lezioni almeno una volta perché sapeva di non essere preparato e temeva l’esito della prova.

La fotografia più forte riguarda però chi i libri li aveva aperti: ben il 35,5% dei ragazzi ha confessato di aver marinato la scuola per paura di essere valutato anche quando era preparato. Una dimostrazione tangibile di quanto l’ansia da prestazione possa bloccare anche gli studenti più diligenti.


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