Antonio Liseno ai domiciliari, l’accusa è riciclaggio dei soldi dei clan pugliesi
Antonio Liseno torna ai domiciliari con braccialetto elettronico. Accuse pesanti: riciclaggio di denaro della malavita pugliese proveniente dagli assalti ai Tir nel resort San Barbato.
“Il resort di Lavello costruito con i soldi degli assalti ai blindati”, ai domiciliari l’imprenditore Antonio Liseno, 59 anni, arrestato a luglio dello scorso anno perché ritenuto il terminale del riciclaggio dei proventi della mafia cerignolana impegnata negli assalti ai blindati. L’uomo era stato arrestato in carcere a luglio dello scorso anno, ma la misura cautelare era poi stata annullata per il mancato svolgimento dell’interrogatorio preventivo. Il provvedimento è stato eseguito dalla Sisco della Polizia di Stato, dal Gico della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Potenza. L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, guidata dal procuratore Camillo Falvo, a capo anche della Dda lucana.
ANTONIO LISENO AI DOMICILIARI, ACCUSE PESANTI
La Procura di Potenza ha pertanto chiesto una nuova misura, accolta dal Tribunale (davanti a cui l’uomo è attualmente a processo) che ha imposto i domiciliari con il braccialetto elettronico. Liseno risponde di associazione per delinquere aggravata dal favoreggiamento mafioso per aver promosso, diretto e organizzato un sodalizio dedito al riciclaggio di capitali di provenienza illecita e al trasferimento fraudolento di valori. Dopo la revoca dell’arresto in carcere, ad aprile, Liseno avrebbe tentato di condizionare l’operato dell’amministratore giudiziario che il gip ha nominato alla guida della sua società, la Gs Spa. Secondo la Direzione distrettuale antimafia lucana, Liseno ha messo in atto condotte dirette anche ad attribuire allo Stato e all’amministrazione giudiziaria la responsabilità dei risultati economici della Gs Spa, nonostante la società versasse in condizioni di difficoltà già prima del sequestro, quando lo stesso Liseno aveva avviato una richiesta di concordato preventivo davanti al Tribunale di Milano.
LA VICENDA GIUDIZIARIA CHE VEDE COINVOLTO LISENO
La complessa vicenda giudiziaria ha inizio il primo luglio 2025, giorno del maxi-blitz delle forze dell’ordine che portò all’arresto in carcere di Liseno e di altre sei persone (tra cui esponenti di spicco dei clan foggiani), oltre al contestuale sequestro preventivo del San Barbato Resort e di un impero economico da 170 milioni di euro.
Negli scorsi giorni la Procura ha ordinato anche una serie di perquisizioni domiciliari e informatiche, per approfondire ulteriori ipotesi di reato relative a possibili reati di corruzione collegati a nuove iniziative imprenditoriali. Le nuove indagini avrebbero inoltre fatto emergere ulteriori ipotesi investigative, relative a possibili episodi di corruzione collegati a nuove iniziative imprenditoriali.
CONSIDERATO ARTEFICE DELLE MACCHINAZIONI CRIMINALI
Il nuovo provvedimento cautelare si inserisce dunque nell’ambito degli accertamenti ancora in corso. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza. Antonio Liseno è considerato l’artefice supremo di tutte le macchinazioni criminali ricostruite nel corso delle indagini, ordite grazie anche alle disponibilità derivanti dalle realtà aziendali a lui riconducibili che gli hanno consentito di realizzare di ingenti guadagni illeciti, rendendolo autore principe di trame con pericolosi soggetti criminali interessati ad approfittare della sua posizione a livello locale e dell’apparente rispettabilità delle sue attività economiche e con i quali ha raggiunto accordi federativi, travasati in un’associazione criminale.
I GRUPPI CRIMINALI DI CERIGNOLA
Qui sono entrati in gioco proprio i gruppi criminali facenti capo alle famiglie di Cerignola, Saracino-Cartagena, che si sono serviti di Liseno per riciclare il denaro proveniente da furti e rapine attraverso una struttura organizzativa ben collaudata, assimilabile, per certi versi, a un vero e proprio modello aziendale di stampo criminale.
LISENO IMPRENDITORE MOLTO NOTO IN BASILICATA
Antonio Liseno è uno degli imprenditori più importanti della Basilicata, attivo in vari settori del commercio, avendo la titolarità in svariate imprese operanti in più segmenti economici, ma in particolare è noto per essere il titolare della Sg Spa. e della Glam’our Italia Srl, società leader in lucania nel commercio e nell’e-commerce di beni elettronici, elettrotecnici e prodotto di telefonia.
Dal 2015, poi, effettua un importante investimento per la realizzazione, nell’area lavellese, di un complesso turistico-alberghiero di gran lusso sotto la denominazione di Hotel San Barbato Resort Spa & Golf, la cui proprietà è travasata in una società costituita ad hoc nel 2024, la Sb Srl, con sede a Torino, sempre riconducibile a Liseno.
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