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La Russia non sta preparando attacchi contro l’Europa, non abbiamo alcun motivo

Il presidente russo Vladimir Putin esclude che ci siano piani per attaccare l’Europa perché “non abbiamo alcun motivo per farlo“. Il presidente americano Donald Trump vuole convincere il leader ucraino Volodymyr Zelensky ad andare a Mosca a trattare. Intanto però autorizza l’Ucraina a produrre i Patriot, dopo un faccia a faccia a margine dei lavori dell’Onu. Gli Usa hanno proposto un incontro trilaterale a livello tecnico negli Emirati Arabi Uniti per rilanciare le trattative. Ma su questo è arrivata l’ondata di gelo da Mosca. I russi erano pronti a riprendere i colloqui, spiegano, ma dopo il massiccio attacco sul voto lanciato da Kiev, “valuteremo con attenzione quali passi intraprendere” ha detto Putin. Più possibilista era apparso Zelensky: “Siamo in attesa di proposte americane riguardo la data”. Ma una tregua, anche solo quella energetica sulla quale Trump ha insistito, sembra non essere dietro l’angolo.

Il via libera sui Patriot

L’annuncio sui Patriot è stato dato dallo stesso Zelensky. Per l’Ucraina, che da tempo incalza Washington sul tema, l’autonomia nella produzione del sistema antiaereo è un importante passo in avanti, decisivo per la difesa dai missili balistici e ipersonici russi. L’autorizzazione di Trump arriva dopo vari ripensamenti sulla concessione della licenze. Le licenze non risolvono il problema nell’immediato in quanto ci potrebbero volere da uno a cinque anni per avere una produzione di Patriot su larga scala. Ma aprono alla possibilità di convertire gli attuali missili ucraini. Una delle ipotesi allo studio con le aziende della difesa americana è infatti quella di modificare i missili balistici prodotti da Kiev, trasformandoli in intercettori con capacità simili ai Patriot. “E’ più veloce e meno costoso”, aveva sottolineato Zelensky nei mesi scorsi incontrando i team di Lockheed Martin e Raytheon, le società che detengono i diritti sui Patriot.

Trump a Zelensky: “Vai a Mosca a trattare”

E’ stata l’agenzia Bloomberg a raccontare la proposta di Trump a Zelensky di andare a Mosca per colloqui con Putin, nell’incontro a margine dell’Assemblea Generale Onu. Nonostante i precedenti rifiuti, “questa settimana Donald Trump ha nuovamente incoraggiato Volodymyr Zelensky a recarsi a Mosca per incontrare Vladimir Putin”, ha scritto l’agenzia. Secondo le fonti, Zelensky ha respinto la proposta e si è mostrato infastidito dal fatto che Trump avesse sollevato la questione. L’ufficio di Zelensky ha smentito la notizia: “Si tratta di informazioni false“, ha detto a Ukrainian Pravda.

Putin: “Non ci sono motivi per attaccare l’Europa”

Dall’altra parte c’è l’intervento del presidente russo al Forum internazionale della Cultura a San Pietroburgo all’indomani dell’articolo di El Mundo che ha riportato un presunto allarme della Cia su possibili attacchi russi con droni contro Spagna, Francia e Italia. Rivelazioni che erano state subito smentite anche dal ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e dal presidente francese Emmanuel Macron.

Per Putin questi riferimenti sono solo delle provocazioni. “Molti in Europa affermano di aspettarsi un attacco da parte della Federazione Russa e di dover quindi prepararsi a un’azione militare, a una guerra con la Russia”, ha dichiarato il leader russo citato dalla Tass. “Voglio ribadire ancora una volta: non ci stiamo preparando ad alcuna azione militare contro l’Europa. Non abbiamo piani di questo tipo e, soprattutto, non abbiamo alcun motivo per farlo. Non ci sono validi motivi per inasprire la situazione con l’Europa”, ha rimarcato.

Parlando della guerra in Ucraina, invece, ha dichiarato che le proposte per una risoluzione pacifica sono “sul tavolo“, ma la Russia “ci rifletterà attentamente” dopo gli attacchi massicci sferrati da Kiev su Mosca. Nei giorni in cui sembrano riaprirsi spiragli sulla possibilità di un ritorno al tavolo dei negoziati, Vladimir Putin lancia un avvertimento all’Ucraina. “La cosiddetta riconciliazione e la proposta di riprendere i colloqui sono tutte opzioni sul tavolo, e tutte possibili. Ma dopo quello che è successo dovremo riflettere attentamente su cosa sia necessario fare a questo proposito”, ha spiegato. “In ogni caso, tutte le decisioni in questo ambito, compresa l’eventuale ripresa del processo negoziale, saranno basate sugli interessi della Federazione Russa”, ha messo in chiaro il capo del Cremlino, aggiungendo che Mosca era pronta a tornare al tavolo subito dopo le elezioni della Duma, “ma ciò che è accaduto è noto a tutti”, ha aggiunto, in riferimento all’attacco delle forze ucraine sferrato contro Mosca durante il voto.

Commenta anche l’incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping: “Accogliamo con favore i negoziati tra gli Stati Uniti e la Cina”, ha dichiarato ai giornalisti, e “a seconda degli accordi che verranno raggiunti, ciò avrà un impatto sull’economia globale, compresa la nostra”. Per quanto riguarda, invece, la sua possibile partecipazione al vertice Apec (il forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico) che si terrà a Shenzhen, in Cina, il 18 e 19 novembre “dobbiamo ancora prendere una decisione definitiva; tutto dipenderà dalla situazione nel nostro Paese. Quando decido se partecipare a un evento internazionale, baso sempre le mie decisioni sulla situazione che si sta sviluppando nella Federazione Russa. Sono propenso a partecipare a questi lavori”, ha concluso il leader russo.


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