Icop rilancia su Trevi, offerta migliorata del 24,1%
Arriva il rilancio su Trevi. Il consiglio di amministrazione di Icop ha assunto la decisione di effettuare un rilancio mediante incremento del corrispettivo offerto nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio per Trevi-Finanziaria Industriale. Il rilancio prevede un incremento del corrispettivo originariamente offerto a 0,165 azioni ordinarie Icop per ciascuna azione ordinaria Trevi portata in adesione all’offerta.
La nuova proposta
Questo corrispettivo risulta superiore del 24,1% rispetto al corrispettivo originariamente offerto, pari a 0,133 azioni ordinarie Icop per ciascuna azione ordinaria Trevi portata in adesione all’offerta. Il nuovo corrispettivo esprime, sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Icop rilevato al 26 giugno 2026, pari a 31,300 euro, una valorizzazione monetaria pari a 5,165 euro per ciascuna azione di Trevi e dunque rappresenta un premio di 49% rispetto al prezzo dell’azione Trevi registrato alla data di riferimento (3,467 euro) e un premio di 14,8% rispetto all’offerta promossa da Webuild (pari a 4,500 euro). Tradotto il corrispettivo passa da 273a circa 340 milioni.
Il rilancio del corrispettivo rappresenta un’ulteriore e «concreta testimonianza dell’attenzione dell’offerente nei confronti del mercato, con l’obiettivo di massimizzare le adesioni all’offerta e di consentire agli azionisti di Trevi, attraverso l’apporto delle proprie azioni e la contestuale ricezione di azioni Icop di nuova emissione, di partecipare, in qualità di azionisti del nuovo gruppo integrato, alla creazione di valore attesa dal progetto di integrazione strategica illustrato nel documento di offerta», spiega la società.
La battaglia, tutta italiana, per l’acquisizione di Trevi è iniziata il 28 giugno 2026, quando Icop ha lanciato un’Ops. Il mese successivo, Webuild ha avanzato un’offerta concorrente interamente in contanti (Opa), per un controvalore di circa 280 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione di Trevi, società basata a Cesena che occupa oltre 3mila lavoratori, ha respinto la prima offerta di Icop lo scorso 10 settembre e giovedì 24 settembre ha rifiutato anche quella di Webuild. La motivazione è analoga: le due offerte non sarebbero convenienti per gli azionisti di Trevi mentre il corrispettivo «non riflette in alcun modo il valore della società». Ora però Icop ha migliorato la sua offerta. Secondo l’amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco, «il settore dell’ingegneria del sottosuolo è frammentato. Sarebbe interessante esplorare un consolidamento del comparto». In Borsa il titolo Trevi ha chiuso a quota 4,83 euro, in rialzo dell’1,47 per cento.
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