Decreto Scuola, non solo tetto agli alunni stranieri in classe: alle 16:30 il Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri si riunisce oggi alle 16:30 a Palazzo Chigi con un ordine del giorno ricco di provvedimenti chiave per il Paese. All’esame dell’esecutivo figurano tre decreti legge ad impatto immediato, diversi decreti legislativi di recepimento di direttive europee e importanti ratifiche internazionali.
I tre decreti legge all’ordine del giorno
L’agenda del governo vede in primo piano tre interventi d’urgenza:
- Giustizia: Misure urgenti per l’efficientamento e il funzionamento del sistema giudiziario.
- Ambiente e Trasporti: Norme urgenti relative alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, pensate per bilanciare la tutela ambientale e la mobilità dei cittadini.
- Istruzione e Ricerca: Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, supportare i target del PNRR gestiti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, promuovere l’integrazione degli alunni stranieri e riordinare la formazione superiore.
Gli altri provvedimenti in esame
Oltre ai decreti d’urgenza, l’esecutivo valuterà:
- Un disegno di legge per la ratifica dell’accordo tra l’Italia e l’Organizzazione europea di diritto pubblico.
- Tre decreti legislativi, tra cui l’adeguamento alla direttiva UE sulla proporzionalità e vigilanza assicurativa, la disciplina delle azioni a voto plurimo per rendere più attrattivi i mercati finanziari nazionali e l’esame definitivo delle norme su emissioni industriali e discariche di rifiuti.
Il Piano Scuola: tetto del 30%, test linguistici e stop al burqa
Il pacchetto scuola si prospetta come uno dei temi centrali della seduta. Le misure, già anticipate dalla premier Giorgia Meloni e dettagliate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, introducono novità sostanziali sull’integrazione e la sicurezza negli istituti.
Un criterio puramente linguistico
La misura principale riguarda il limite del 30% di studenti non italofoni per classe. Come rimarcato dal ministro Valditara, non si tratta di un parametro fondato sulla cittadinanza o sull’origine etnica, ma sulla reale padronanza della lingua italiana, accertata mediante test d’ingresso.
I criteri definiti dal Ministero escludono dal calcolo del tetto gli studenti che:
- Hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia in Italia.
- Hanno completato un triennio scolastico (primario o secondario) nel sistema italiano.
- Sono nati in Italia e vi hanno risieduto fino all’inizio del percorso scolastico.
Alla luce di tali esenzioni, il provvedimento riguarda una platea circoscritta: circa mille classi sull’intero territorio nazionale, concentrate principalmente al Nord e nella Capitale.
Nessun frazionamento delle classi esistenti e ruolo degli Uffici Territoriali
Per l’anno scolastico in corso, la disciplina si applicherà principalmente ai nuovi iscritti in corso d’anno: non verranno smembrate le classi già costituite.
Gli Uffici scolastici territoriali coordineranno i dirigenti per la redistribuzione degli studenti nelle scuole di prossimità. Laddove l’isradicamento o la distanza geografica non rendano possibile il rispetto della soglia, saranno previste deroghe, accompagnate da risorse finanziarie (oltre 14 milioni di euro) per corsi di potenziamento linguistico:
- Superamento della soglia del 20%: Assegnazione di un docente di supporto dedicato.
- Superamento della soglia del 30% (in deroga): Attivazione di fondi straordinari per corsi intensivi di lingua.
Divieto di burqa e niqab nelle scuole
Il decreto introduce il divieto formale all’interno degli spazi scolastici per i capi che coprono integralmente il volto (burqa e niqab), in nome della parità di genere e dell’identificabilità delle persone. Resta invece consentito lo hijab, il velo che lascia il viso scoperto.
Coinvolgimento delle famiglie
Viene introdotto l’obbligo di corsi di lingua italiana per i genitori degli alunni con difficoltà linguistiche, con l’obiettivo di evitare barriere comunicative all’interno del contesto familiare che possano ostacolare l’apprendimento scolastico del minore.
Notizia in aggiornamento
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