Società

Lamezia Terme, il piano contro la docente sventato su Telegram: parla la professoressa e chiede il massimo riserbo

Un coltello nascosto nei bagni dell’istituto, i messaggi inviati via Telegram e l’allarme lanciato da un compagno di classe: così è stato fermato, dentro una scuola media di Lamezia Terme, un quattordicenne che aveva intenzione di aggredire la propria insegnante.

Un episodio pesante, di fronte al quale la docente ha scelto di fare un passo indietro rispetto al clamore mediatico, affidando al suo legale alcune dichiarazioni, diffuse dall’ANSA.

Nessun elemento sulle motivazioni e la scelta di non rincorrere le voci

La professoressa non ha assistito alle fasi che hanno preceduto l’ingresso dei militari a scuola, né era a conoscenza dei messaggi scambiati tra gli alunni. Per questa ragione, la donna ha spiegato di non disporre di alcun elemento diretto per comprendere cosa abbia spinto il ragazzo a un’azione simile. Le informazioni sul piano dell’alunno le sono arrivate soltanto dai giornali e dalla televisione: da qui la decisione di non fare commenti e di non avanzare ipotesi azzardate.

Come ha precisato l’avvocato: “La docente non ha assistito alle circostanze che hanno preceduto l’intervento dei Carabinieri e non è nelle condizioni di riferire sulle intenzioni che sarebbero state manifestate o sulle ragioni dell’accaduto. Non riesce a comprendere le ragioni che abbiano potuto condurre a una situazione di tale gravità”. Una posizione di totale cautela, dettata dal rispetto per il lavoro delle forze dell’ordine e dalla delicatezza della vicenda.

Accanto alla prudenza, l’insegnante ha voluto esprimere una profonda gratitudine ai Carabinieri e a tutto il personale intervenuto, evidenziando come la loro prontezza sia stata fondamentale per evitare il peggio. Le parole di conforto, l’attenzione e i gesti di solidarietà arrivati in questi giorni da colleghi e cittadini le hanno inoltre dato una grande forza per affrontare un momento così difficile.

Il pensiero più affettuoso della docente è andato però ai suoi studenti, a cui riconosce un valore che va oltre l’episodio di cronaca. “È nel contatto di ogni giorno con i propri alunni, fatto di ascolto, cura e responsabilità condivisa, che si trova il significato più vero dell’insegnamento”.

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