Docenti e IA, per cosa la usano davvero? Il 29% prepara test e verifiche, lezioni al 24%. L’indagine

Dietro le quinte del rientro in classe, 1 insegnante italiano su 4 sfrutta l’intelligenza artificiale per organizzare il proprio lavoro didattico.
A rivelarlo è uno studio condotto da AIDAPT in collaborazione con Sanoma, che ha analizzato circa 77mila messaggi scambiati da oltre 5.000 docenti con un assistente virtuale verticale durante lo scorso anno scolastico. A emergere è soprattutto un dato: i professori hanno adottato questi strumenti in piena autonomia, quasi sempre senza aver ricevuto una formazione strutturata.
Dai test in classe alle mappe concettuali: cosa chiedono gli insegnanti
Cosa cercano davvero i docenti quando interagiscono con l’algoritmo? Contrariamente a quanto si possa credere, la priorità quotidiana non riguarda la spiegazione delle materie, bensì la valutazione. In cima alla classifica delle richieste compaiono infatti test, verifiche ed esercizi di ripasso, presenti nel 29% delle conversazioni. Soltanto al secondo posto si piazzano i percorsi didattici e le lezioni vere e proprie, che si attestano al 24%.
La preparazione di mappe concettuali, schemi e riassunti raccoglie l’11% dei messaggi, mentre si ferma al 7% la creazione di materiale dedicato ad alunni con bisogni educativi speciali o difficoltà di apprendimento – una quota ridotta rispetto alla presenza effettiva di studenti con BES nelle classi. Il restante 29% delle interazioni riflette un approccio esplorativo: i docenti mettono alla prova le capacità del modello su temi generali per comprenderne il potenziale prima di integrarlo nella routine.
A proposito dell’impatto dell’innovazione nelle aule, il fondatore di AIDAPT Francesco Alborino ha spiegato: “Quando si parla di intelligenza artificiale e scuola si finisce sempre per discutere di compiti copiati. Questi dati raccontano un’altra cosa: la tecnologia sta entrando dal lato del lavoro di preparazione, dove alleggerisce la parte più ripetitiva e restituisce tempo da spendere in classe con i ragazzi. È il modo migliore in cui potesse arrivare, perché non tocca la relazione educativa, la protegge”.
Pomeriggi di lavoro e fine settimana: i ritmi digitali della cattedra
L’analisi dei dati evidenzia anche come vari l’utilizzo dell’assistente virtuale lungo l’arco della settimana. Ben una conversazione su cinque viene avviata nel weekend, mentre nei giorni feriali l’uso si concentra soprattutto nel pomeriggio: il 47% delle richieste arriva oltre l’orario scolastico, con un picco registrato intorno alle 16 e un 10% di accessi effettuato persino dopo le 20.
Sull’importanza di comprendere queste dinamiche è intervenuta Monica Pedralli, Innovation & Learning Strategies Lead di Sanoma Italia: “Conoscere quali siano le aspettative dei docenti nei confronti dell’AI, come vi interagiscono e quali priorità hanno nella gestione della settimana è fondamentale per noi. È solo grazie a queste informazioni che possiamo sviluppare strumenti capaci di affiancare e potenziare il loro lavoro, valorizzando ancora di più il ruolo centrale che gli insegnanti hanno nella didattica”.
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