Società

Settimana della Dislessia 2026 dal 5 all’11 ottobre, AID lancia “DSA ad alta voce”: studenti, adulti e famiglie possono raccontarsi

Dal 5 all’11 ottobre 2026 torna la Settimana Nazionale della Dislessia. Per l’occasione l’Associazione Italiana Dislessia (AID) promuove “DSA ad alta voce”, un’iniziativa nazionale pensata per dare spazio direttamente alle persone che vivono ogni giorno la dislessia e gli altri disturbi specifici dell’apprendimento.

L’obiettivo è costruire un grande racconto collettivo attraverso le testimonianze di studenti, adulti con DSA e familiari, lasciando che siano i protagonisti a raccontare esperienze, difficoltà, scoperte e punti di vista.

“Per una settimana, l’Italia ascolta”, è il messaggio che accompagna l’iniziativa.

Il 8 ottobre una maratona audio di 24 ore

Uno degli appuntamenti principali è previsto per l’8 ottobre 2026, Giornata internazionale della dislessia.

AID trasmetterà sui propri canali social una maratona audio della durata di 24 ore, composta dalle testimonianze inviate da soci, volontari e famiglie di tutta Italia.

Durante tutta la giornata sarà quindi possibile collegarsi e ascoltare le storie di chi vive direttamente l’esperienza dei DSA.

La “Biblioteca vivente” nelle città

Il secondo momento dell’iniziativa coinvolgerà le sezioni provinciali dell’Associazione Italiana Dislessia.

In diverse località italiane saranno organizzate delle “Biblioteche viventi”, nelle quali persone con DSA, familiari e altre figure significative diventeranno simbolicamente dei “libri” da ascoltare.

L’obiettivo è favorire il confronto diretto, contrastare stereotipi e luoghi comuni e contribuire a una maggiore conoscenza dei disturbi specifici dell’apprendimento.

Studenti, adulti e familiari possono inviare la propria voce

Chi vuole partecipare al racconto collettivo può inviare ad AID un audio della durata compresa tra 2 e 5 minuti.

Non è previsto un unico schema da seguire: ciascuno può scegliere liberamente cosa raccontare della propria esperienza.

Per gli studenti con DSA, ad esempio, lo spunto può essere il rapporto con la scuola, ciò che vorrebbero far comprendere ai propri insegnanti, le difficoltà incontrate oppure il messaggio che vorrebbero rivolgere a un coetaneo che ha appena ricevuto una diagnosi.

Gli adulti possono invece raccontare cosa è cambiato prima e dopo la diagnosi, il rapporto tra DSA, lavoro e relazioni o il modo in cui il proprio percorso ha influenzato capacità e scelte personali.

Anche i familiari possono partecipare, raccontando come la conoscenza del DSA abbia modificato il loro modo di guardare alla persona che hanno accanto, quali difficoltà abbiano incontrato e cosa vorrebbero che scuola, mondo del lavoro e società comprendessero meglio.

Sono ammessi racconti personali, riflessioni, ricordi e testimonianze capaci di far sorridere o riflettere.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »