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Meloni, Salvini e Vannacci, tutti insieme contemporaneamente (sui palchi): la domenica delle sfide a distanza tra i leader di destra

Meloni a Roma, Salvini a Pontida, Vannacci a Orvieto. E poi, poche ore dopo, Conte a Milano e Schlein a Parma. Sembra il calendario di una fine di campagna elettorale, invece è l’inizio: domenica 20 settembre tutti i maggiori leader di partito interverranno in giro per l’Italia in comizi ed eventi pubblici, in quella che può essere considerata la giornata di lancio ufficiale della corsa alle Politiche 2027. La mattinata, in particolare, vedrà una sorta di stereofonia a destra, con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci che parleranno quasi in contemporanea ai raduni delle rispettive comunità: la premier è attesa alla chiusura di Fenix, la festa della giovanile di Fratelli d’Italia a Roma, mentre il segretario leghista terrà il consueto comizio sul pratone di Pontida. Il generale, invece, sarà al “Forum dell’indipendenza italiana” organizzato da Futuro nazionale nella città umbra, dove chiuderà la manifestazione insieme all’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e incontrerà l’eurodeputato Marc Jongen, in rappresentanza dell’estrema destra tedesca di Alternative für Deutschland (trionfatrice alle recenti elezioni regionali in Sassonia-Anhalt).

I tre leader arrivano agli appuntamenti con umori e prospettive assai diverse. Meloni ha appena festeggiato il record di longevità del governo, un traguardo che sicuramente citerà nell’intervento a Fenix; così come la misura elettorale annunciata mercoledì scorso, l’abolizione del bollo auto sulla maggior parte dei veicoli. La premier può contare su un gradimento personale ancora alto, ma la sua maggioranza scricchiola sempre di più: a metterla in crisi è la nuova legge elettorale imposta proprio da lei, che rischia di diventare un boomerang per il centrodestra a meno di un’alleanza con Vannacci. La proposta, già sgradita per la soppressione dei collegi uninominali, è diventata definitivamente indigesta a Lega e Forza Italia con l’introduzione delle preferenze, seppure nella forma ammorbidita con il capolista bloccato: alla Camera, dov’è possibile il voto segreto, la maggioranza è andata sotto a luglio, e per evitare nuovi incidenti il governo porrà la questione di fiducia nel secondo passaggio a Montecitorio. Probabile che la premier tocchi anche questo tema nell’intervento di domenica, rivendicando l’obiettivo di dare stabilità al Paese anche a costo di perdere le elezioni.

Salvini invece è alle prese coi sondaggi in picchiata e con la ribellione interna guidata da due colonnelli della Lega, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e il governatore della Lombardia Attilio Fontana. La fronda, covata sottotraccia per mesi, è esplosa nelle ultime settimane, con la richiesta esplicita di un cambio alla guida del Carroccio e di tornare a occuparsi delle istanze del Nord. Finora però Salvini è rimasto in sella, anche perché il principale dei suoi potenziali sfidanti, l’ex governatore veneto Luca Zaia, non si è mai candidato ufficialmente a sostituirlo. A Pontida il vicepremier annuncerà la candidata leghista a sindaco di Milano, l’eurodeputata Silvia Sardone, che dovrà guadagnarsi la nomination contro i nomi proposti dagli alleati, Matteo Perego e Maurizio Lupi.

Tutt’altro clima in casa Vannacci, che della Lega era stato nominato vicesegretario da Salvini prima di uscirne e fondare il suo partito. Futuro nazionale continua a crescere nei sondaggi e ormai è stimato solidamente come la quarta forza politica italiana, davanti sia al Carroccio sia a Fratelli d’Italia. Quasi sicuramente, nell’intervento a Orvieto, il generale attaccherà quegli esponenti del centrodestra che chiudono a un suo ingresso nella coalizione, da ultima la ministra delle riforme Elisabetta Casellati. “E poi sarei io quello che vuol far vincere la sinistra?”, ha chiesto provocatoriamente sui social. Dopo la mattinata di marca centrodestra, tra pomeriggio e sera sarà il turno dei leader del “campo largo”: Giuseppe Conte a Milano chiuderà Nova, l’iniziativa del M5s che ha coinvolto la base nella scrittura del programma, mentre la segretaria Pd Elly Schlein è attesa a Parma per il festival di Open, dove sarà intervistata da Enrico Mentana. I temi della discordia sono sempre gli stessi: il candidato premier della coalizione e le forniture militari all’Ucraina.


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