spray, due lame e il conto alla rovescia su TikTok
Un’aggressione studiata a tavolino per trasformare un voto insufficiente in una cruenta esibizione ad uso e consumo degli spettatori della rete. È lo scenario agghiacciante emerso nella giornata di ieri, venerdì 18 settembre, tra le aule della scuola secondaria di primo grado “Giovanni Verga”, nel quartiere romano di Centocelle.
Un ragazzino di appena tredici anni si è presentato nell’istituto armato fino ai denti: nello zaino nascondeva due lame da cucina di oltre venti centimetri e una bomboletta nebulizzante; sul capo, un casco integrale predisposto con una microcamera per trasmettere l’attacco in diretta streaming.
L’assalto a sorpresa e l’intervento decisivo: “Accoltellava restando in silenzio”
L’esplosione di violenza si è consumata allo scoccare della lezione di italiano. Dopo essersi isolato nei servizi igienici dell’istituto per configurare la strumentazione di ripresa, il tredicenne ha raggiunto la propria aula:
Il raid: Varcata la soglia per ultimo, l’alunno ha spruzzato lo spray urticante direttamente sul volto dell’insegnante Isabella Marsilio, 66 anni, ormai prossima al pensionamento dopo oltre quattro decenni d’insegnamento. Subito dopo ha estratto uno dei coltelli, colpendo la donna con tre fendente nella regione toracica.
L’eroismo in classe: A scongiurare l’esito fatale è stato l’intervento tempestivo di un compagno di classe di origine congolese, che si è scagliato sul giovane bloccandone il braccio prima che potesse reiterare i colpi.
La corsa al nosocomio: La professoressa è stata trasportata d’urgenza in codice giallo presso l’ospedale “Vannini”. Sebbene fortemente provata dal trauma, è stata dimessa nel corso del pomeriggio. “Ho temuto per la mia vita, continuava a colpirmi senza dire una parola. Le mie idee non cambiano e gli voglio bene: mi rammarico solo di non aver intercettato prima la gravità del suo malessere”, ha commentato la docente. Di tono decisamente opposto le parole del coniuge: “Auspico il carcere per il ragazzo e per i suoi genitori”.
L’ombra del web: il conto alla rovescia su TikTok e il nodo dell’imputabilità
Dietro il gravissimo episodio — che non vedrà azioni penali dirette sul ragazzo in quanto non imputabile sotto i 14 anni — si cela una profonda spirale di emulazione digitale:
Il movente: L’aggressione è stata programmata proprio nel giorno previsto per la verifica di recupero relativa a due debiti scolastici attribuiti dalla docente. “Nutriva un profondo rancore verso di lei a causa di quei giudizi”, hanno confermato diversi compagni.
Le tracce informatiche: I Carabinieri, intervenuti sul posto per circoscrivere l’area e trarre in arresto virtuale il ragazzo, hanno posto sotto sequestro il dispositivo mobile. Dalle analisi è emersa la creazione di una stanza virtuale su TikTok condita da un vero e proprio conto alla rovescia (“– 5 ore” il messaggio pubblicato nella notte) e post raffiguranti soggetti muniti di dispositivi di ripresa montati sui caschi. Le indagini mirano a verificare l’eventuale presenza di istigatori o complici online.
La bufera politica e il tema dei minori sui social: L’episodio ha scatenato un’immediata reazione istituzionale. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso la propria solidarietà alla scuola, sollecitando restrizioni d’accesso alle piattaforme digitali per i minori di 15 anni in linea con le direttive comunitarie del Kids Act.
Preoccupazione è stata espressa anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal sindaco Roberto Gualtieri, che hanno sottolineato la necessità di potenziare i presidi d’ascolto e di prevenzione del disagio giovanile nelle periferie.
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