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Addio a Sandro Mazzola, il ricordo dell’Inter: “Ha scritto la storia in maniera indelebile” – Sport


È morto Sandro Mazzola, campione dell’Inter e della Nazionale. Ad annunciarlo sul sito il club neroazzurro. Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 8 novembre. “La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia in maniera indelebile e senza precedenti”, si legge nel lungo post sul sito del club in ricordo del campione.

Un ricordo che ripercorre tutti i passi della carriera della bandiera nerazzurra perché Sandro Mazzola “è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito”. Dal “fardello pesante sulle spalle” del ricordo eterno del padre Valentino perso nella strage di Superga. All’epoca Sandro aveva poco più di sei anni. Ma il calcio era nel destino della famiglia.

Fin da bambino, all’età di otto anni, Sandro vestì la maglia dell’Inter. Il primo grande successo in Coppa dei Campioni contro il Real Madrid nel ’64 porta la sua firma. Conquistò “quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A (nel 1965 con 17 gol) e in Coppa dei campioni (7 gol nel 1964). Secondo nel Pallone d’Oro 1971 dietro a Johan Cruyff”, spiega il club. “Aveva un solo, ultimo, desiderio – ricorda l’Inter – Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”.

Inter: “Brilla anche ora, la stella del baffo”

“C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile”




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