l’accusa di Forza Italia e Gruppo Misto

“Il malcontento dei cittadini è sempre più evidente. Le segnalazioni si moltiplicano e testimoniano una crescente esasperazione per la mancanza di attenzione al decoro delle strade”. Questa la denuncia dei consiglieri comunali di Forza Italia Mattia Di Paolo, Renata D’Ettorre, Remo Stampone e il consigliere comunale del gruppo misto Maurizio Costa che, a seguito di numerose segnalazioni da parte dei residenti, hanno verificato direttamente negli uffici competenti la pianificazione degli interventi, con l’obiettivo di fare chiarezza sui criteri con cui vengono stabilite le priorità e si decide quali strade sfalciare e quali, invece, lasciare ancora in attesa.
“Non siamo di fronte a un semplice disguido organizzativo – precisano i consiglieri – ma a una questione di gestione del territorio che l’amministrazione non può più ignorare. Non esiste un cronoprogramma completo degli sfalci, ma una programmazione frammentata, costruita periodo per periodo. Una modalità che, con ogni probabilità, è legata alla necessità di garantire di volta in volta la copertura finanziaria delle spese. Se così fosse, il rischio è concreto: molte strade potrebbero non essere sfalciate, mentre altre vengono inserite nella programmazione sulla base delle risorse disponibili in quel determinato momento. A fronte di questa quotidiana sofferenza urbana, il contrasto con quanto scritto nei documenti di programmazione dell’amministrazione appare evidente”.
Analizzando il Documento Unico di Programmazione 2027-2029 presentato dall’amministrazione Legnini e approvato dalla maggioranza consiliare, i consiglieri parlano di “un vero e proprio paradosso. Nella Strategia 9 si dichiara di voler garantire il ‘miglioramento del servizio di pulizia delle aree verdi e dei parchi, con manutenzione e taglio dell’erba’ mediante una futura ‘gestione programmata del verde pubblico’. Parole che, però, devono necessariamente confrontarsi con la realtà quotidiana vissuta dai residenti”.
“Perché oggi – attaccano – manca proprio ciò che dovrebbe rappresentare il presupposto di una gestione programmata: un cronoprogramma pubblico e trasparente degli interventi di sfalcio. Non esistono date certe per i cittadini, non ci sono calendari di quartiere e, alla luce delle difficoltà che stiamo riscontrando, non emerge una programmazione finanziaria capace di garantire continuità e regolarità al servizio.Il risultato è che quello che dovrebbe essere un intervento ordinario e ricorrente di manutenzione del territorio rischia di trasformarsi in una perenne rincorsa all’emergenza. Ma – continuano i consiglieri – c’è un problema ancora più evidente: la mancanza di un criterio chiaro e riconoscibile nella scelta delle strade da trattare”.
“Ci troviamo di fronte a situazioni in cui una strada viene sfalciata e quella immediatamente vicina no. Un quartiere viene raggiunto dagli interventi, mentre un altro continua ad attendere. Strade che presentano esigenze analoghe vengono trattate in modo diverso, senza che ai cittadini venga spiegato il motivo di queste scelte”, sottolineano i consiglieri di minoranza, che citano via Trieste, via Muzii, “che non risulta inserita nel cronoprogramma nonostante la presenza del plesso della Scuola di Madonna del Freddo mentre le strade adiacenti sono state incluse nella programmazione”.
“Non è sufficiente comunicare che esiste una programmazione”, incalzano. “Occorre spiegare perché una strada viene privilegiata rispetto a un’altra, quali siano le priorità effettive e su quali elementi oggettivi si fondino le decisioni. Perché, in assenza di criteri trasparenti, il rischio è che si trasmetta ai cittadini la percezione di una gestione discrezionale, nella quale non conta necessariamente il livello di necessità dell’intervento, ma la possibilità di inserirlo in un determinato momento. E questo alimenta rabbia, sfiducia e un senso di abbandono in chi vede la propria strada trascurata mentre, a pochi metri di distanza, altri interventi vengono eseguiti. Siamo ormai oltre la metà di settembre e appare alquanto anomalo non soltanto che si stia ancora procedendo con lo sfalcio dell’erba, ma che si stiano addirittura ancora programmando gli interventi. Il paradosso è che, mentre la stagione estiva volge al termine, si rischia di decidere ancora all’ultimo momento quali strade potranno essere interessate dai lavori, sulla base della copertura finanziaria disponibile. Il decoro urbano, però, non può essere gestito a singhiozzo. Non può dipendere da una programmazione incompleta e da scelte effettuate di volta in volta senza un quadro complessivo delle necessità della città. E non regge nemmeno la giustificazione secondo cui la nuova amministrazione si sarebbe insediata soltanto da pochi mesi. L’erba alta non è un evento imprevedibile. Lo sfalcio è un’esigenza ricorrente, che si ripresenta ogni anno. La precedente amministrazione avrebbe dovuto programmare per tempo gli interventi e predisporre la relativa copertura finanziaria, così da garantire continuità e uniformità nel servizio. Il passaggio di consegne amministrativo non può diventare un alibi per giustificare ritardi o carenze di programmazione. Le esigenze dei cittadini non iniziano con l’insediamento di una nuova giunta”.
I consiglieri di Forza Italia e del Gruppo Misto invocano “chiarezza sui criteri con cui vengono stabilite le priorità, sulle risorse disponibili e sulle ragioni per cui alcune strade vengono sfalciate mentre altre, anche vicine, continuano a essere trascurate. Nel prossimo bilancio previsionale 2027 – concludono i consiglieri- chiederemo inoltre risorse aggiuntive per il verde pubblico, perché il decoro della città non è un lusso, non è un dettaglio e non può essere considerato una voce secondaria. Chieti è tutta la città: centro, quartieri, periferie, frazioni e contrade. Non ci possono essere strade di serie A e strade di serie B. Non ci possono essere cittadini costretti a protestare ripetutamente per ottenere l’attenzione che dovrebbe essere garantita a tutti. Il Comune deve assicurare una programmazione seria, criteri trasparenti e un trattamento equo del territorio”, concludono.
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