il doppio problema delle imprese padovane

Mettere un mezzo sulla strada costa sempre di più e trovare qualcuno che lo guidi è sempre più difficile. Sono le due pressioni che stanno stringendo le imprese padovane del trasporto merci e persone, alle prese da una parte con una nuova impennata del prezzo del carburante e dall’altra con una carenza di conducenti che assume ormai carattere strutturale.
Secondo l’ultima rilevazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 15 settembre il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self sulla rete stradale ha raggiunto 2,231 euro al litro, mentre sulla rete autostradale è arrivato a 2,313 euro al litro.
Un rincaro che pesa su un comparto importante anche per l’economia padovana. Al 31 dicembre 2025, la Federazione Trasporti, Logistica e Mobilità conta in provincia di Padova 1.321 imprese artigiane e 2.681 addetti. La componente principale è rappresentata dal trasporto merci, con 1.046 imprese e 2.276 addetti, ma il comparto comprende realtà molto diverse tra loro: dal trasporto pubblico locale al trasporto scolastico e ai servizi per persone con disabilità, fino a taxi, Ncc, autobus e servizi turistici e logistica.
«Parliamo di attività diverse, con regole, mercati e modalità di affidamento differenti, ma oggi accomunate da una pressione crescente dei costi – sottolinea Daniele Rigato, Presidente del Sistema di categoria Trasporti di Confartigianato Imprese Padova
– Il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa e ogni aumento incide immediatamente sui bilanci. Nel trasporto persone la situazione diventa particolarmente delicata per le imprese che garantiscono servizi programmati e continuativi sulla base di contratti stipulati mesi o anni prima, senza avere sempre la possibilità di trasferire l’aumento dei costi sul corrispettivo. Non possiamo pensare che incrementi così rilevanti possano essere assorbiti indefinitamente dalle aziende: la loro sostenibilità economica è anche la condizione necessaria per continuare a garantire servizi di qualità e sicuri ai cittadini».
Quasi sette conducenti su dieci difficili da trovare
Alla pressione dei costi si aggiunge quella della mancanza di personale. Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, nella provincia di Padova a luglio 2026 erano previste 340 entrate per il gruppo professionale dei conduttori di veicoli a motore e a trazione animale, categoria statistica che comprende anche conducenti di camion, pullman e veicoli pesanti.
Nel 68,4% dei casi le imprese prevedevano difficoltà nel reperire le figure ricercate. A pesare è soprattutto la scarsità dell’offerta: per il 41,2% delle entrate la difficoltà è determinata dalla mancanza di candidati, mentre nel 24,9% dei casi è attribuita a una
preparazione inadeguata.
«La carenza di conducenti è ormai un problema strutturale – prosegue Rigato – Non riguarda soltanto la possibilità di assumere nuovo personale, ma l’attrattività stessa della professione. Patenti professionali, Cqc, formazione, costi delle abilitazioni e responsabilità connesse al lavoro rendono sempre più difficile l’ingresso di nuove persone. Occorre intervenire sull’accesso alla professione, sostenere formazione e abilitazioni e favorire l’ingresso dei giovani. Senza autisti, anche imprese sane e con una forte domanda di servizi rischiano di non riuscire a garantire pienamente la propria attività».
Trasporto merci, la richiesta di Unatras al governo
Esposto al caro carburante è anche il trasporto merci, che da solo conta in provincia di Padova 1.046 imprese artigiane e 2.276 addetti. In questi giorni Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto di cui fa parte Confartigianato Trasporti, ha chiesto al Governo di riprendere in tempi brevi il confronto con la categoria e di dare seguito all’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio scorso. Al centro delle richieste c’è il caro carburanti, che continua a incidere sui costi delle imprese e, di conseguenza, sull’intera filiera logistica e produttiva.
«Per un’impresa di autotrasporto il gasolio non è una spesa accessoria: è una condizione per poter lavorare – afferma Michele Varotto, Delegato del Trasporto Merci di Confartigianato Imprese Padova – Ogni aumento si traduce immediatamente in
maggiori costi per aziende che devono continuare a garantire consegne e servizi. E non possiamo dimenticare che dietro ogni trasporto c’è un’altra impresa che aspetta una materia prima, un componente o deve far arrivare il proprio prodotto al cliente. Per questo condividiamo la richiesta avanzata da Confartigianato Trasporti attraverso Unatras: serve riprendere rapidamente il confronto con il Governo e individuare risposte concrete al caro carburante. Non possiamo lasciare che l’aumento dei costi ricada interamente sulle imprese di autotrasporto e, a cascata, sull’intera filiera produttiva».
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