IA, Calzone: “Non basta sapere che può sbagliare, bisogna imparare a verificare”. Un quarto degli studenti conosce i rischi

Conoscere i rischi dell’intelligenza artificiale non significa necessariamente comportarsi in modo più prudente quando la si utilizza.
È uno degli aspetti evidenziati da Samuele Calzone, primo ricercatore INDIRE, durante la presentazione dell’indagine “Io e l’Intelligenza Artificiale”.
“Circa un quarto degli studenti è estremamente consapevole dei rischi legati alla perdita del pensiero critico e conosce perfettamente limiti, errori e ‘allucinazioni’ dell’intelligenza artificiale”, ha spiegato Calzone.
Questa consapevolezza, però, non determina automaticamente una maggiore verifica delle informazioni ricevute: “Sapere che cosa bisognerebbe fare non significa necessariamente farlo”.
Da qui la proposta di non limitarsi a spiegare agli studenti che l’IA può sbagliare, ma di portarli direttamente a individuare gli errori, confrontare le risposte e riconoscere le cosiddette allucinazioni prodotte dai sistemi di intelligenza artificiale.
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