Piemonte

“Nessuno stabilimento a rischio” – Torino Oggi


Un contrattempo ha fatto saltare i piani e spostato agende e calendari di un mese: destinazione 13 ottobre. Ma nella giornata di oggi, sul fronte Iveco, si sono comunque fatti piccoli passi avanti, preparatori. Si sono infatti incontrati tramite una call in video collegamento il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, Girish Wagh, amministratore delegato di Tata Motors e Olof Persson, amministratore delegato di Iveco Group. 

Progetti nazionali e regole europee

Al centro del confronto, cui hanno preso parte anche le organizzazioni sindacali a livello nazionale, l’operazione di acquisizione di Iveco da parte di Tata Motors avviata nei mesi scorsi, ma anche le prospettive industriali e occupazionali del gruppo in Italia e le opportunità e le possibili ricadute che l’integrazione tra le due realtà potrà determinare per la filiera italiana della componentistica. Si è parlato anche di Europa e di regole, con in primo piano il pieno riconoscimento del principio della neutralità tecnologica e per la tutela della competitività dell’industria europea

Soddisfatti anche i sindacati, che sottolineano come Tata abbia “illustrato la propria strategia per Iveco Group, ribadendo la complementarità tra i due gruppi e l’obiettivo di rafforzarne la crescita attraverso le economie di scala, l’espansione sui mercati, l’ampliamento della clientela e un’offerta di prodotti più ampia e complementare“. 

Mantenere il perimetro industriale

È stato importante che Tata Motors abbia ribadito la volontà di valorizzare le peculiarità di Iveco Group e di mantenere l’intero perimetro industriale – dichiarano il Coordinatore nazionale Fim Cisl Automotive Stefano Boschini e il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Ulianogarantendo l’occupazione e le prospettive industriali a tutti gli stabilimenti. Abbiamo inoltre registrato la conferma del ruolo centrale dell’Italia, che continuerà a rappresentare il cuore di Iveco grazie alle competenze presenti nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione”.
Gli impegni esplicitati oggi dovranno essere sottoposti a verifiche puntuali e a ulteriori approfondimenti. Non devono rappresentare una prospettiva limitata nel tempo, ma delineare il futuro industriale di Iveco Group – proseguono Boschini e Uliano –. Dovranno essere salvaguardate e ulteriormente sviluppate le capacità di ricerca, innovazione e sviluppo presenti in Italia, insieme alla crescita industriale e occupazionale. Siamo pronti a confrontarci nei prossimi mesi con Tata Motors, con l’obiettivo fermo di tutelare tutti gli stabilimenti italiani, la continuità degli investimenti e l’occupazione”. 

Dialogo e rispetto dei lavoratori

Soddisfatta anche Sara Rinaudo, segretario generale Fismic Confsal: “È stato un primo confronto positivo. Valutiamo con favore il riconoscimento da parte di Tata Motors del valore dei lavoratori, delle competenze, del know-how, degli stabilimenti e della filiera italiana quali elementi strategici dell’operazione. Sono significativi gli impegni espressi sull’assenza di chiusure di stabilimenti e riduzioni della forza lavoro. Auspichiamo in prospettive industriali solide con investimenti sui prodotti, volumi, ricerca e sviluppo per rafforzare gli stabilimenti italiani e l’intera filiera“.

Siamo pronti a collaborare con Tata Motors, che si accinge ad acquisire Iveco, con l’obiettivo di garantire la continuità degli investimenti e la salvaguardia di tutti gli stabilimenti e dell’occupazione in Italia”, dicono Davide Sperti, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm e responsabile del settore automotive. “Oggi è stata dimostrata un’oggettiva attenzione nei confronti del sindacato e dei lavoratori, organizzando una riunione online dinanzi all’impossibilità, dovuta a un evento improvviso, di tenere l’incontro di persona presso il Mimit, che come noto è stato rinviato al 13 ottobre. È stata rimarcata da parte dei vertici aziendali la complementarità dei due gruppi; inoltre Tata ha tratteggiato la sua filosofia di fondo come ispirata alla responsabilità sociale e alla valorizzazione della comunità dei lavoratori”.

Sappiamo – concludono Sperti e Ficco – di dover affrontare, a partire almeno dal 2030, un’altra grande sfida, quella della normativa europea sull’elettrificazione, che nel caso dei veicoli commerciali si presenta particolarmente critica. È per questo che insieme sindacati dei lavoratori, imprese e Governo devono chiedere all’Unione europea un percorso più ragionevole, capace di assicurare un effettivo beneficio ambientale e al contempo di salvaguardare l’industria e l’occupazione”.

Andare oltre i due anni

Come Fiom-Cgil, valuteremo rigorosamente l’attuazione concreta dei numerosi annunci fatti al tavolo, dalla valorizzazione della filiera alla conferma di tutti i piani di investimento già annunciati e programmati da Iveco nonché sui necessari investimenti aggiuntivi a quelli già previsti – dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil -. In particolare, abbiamo sottolineato che la salvaguardia di tutti gli stabilimenti nel nostro Paese e  il mantenimento dei livelli occupazionali devono essere garantiti ben oltre l’orizzonte temporale di due anni così come invece definito tra le parti come “impegni non finanziari” di Tata. Infine durante l’incontro, l’amministratore delegato di Tata ha ribadito più volte l’importanza di costruire relazioni basate sulla trasparenza e sul pieno coinvolgimento.  Condividiamo pienamente queste parole e abbiamo ribadito che mai come oggi sia fondamentale superare un sistema contrattuale che ha creato solo profonde divisioni, e riportare Iveco, e quindi Tata, all’interno di un sistema contrattuale unitario e condiviso da tutte le organizzazioni sindacali e che rappresenta la stragrande maggioranza delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici del nostro Paese”.

Per quanto riguarda AQCF-R, infine, il giudizio è che “questo primo confronto, seppure svolto da remoto, sia stato utile e propedeutico al prossimo incontro in presenza, previsto al MIMIT il 13 ottobre, nel quale sarà necessario approfondire le prospettive industriali e occupazionali dell’operazione. È stata sottolineata la complementarità tra i marchi, le competenze ingegneristiche, le capacità industriali e la presenza geografica delle due realtà. È stato espresso l’impegno a preservare e valorizzare l’eccellenza industriale e ingegneristica di Iveco, compresi il centro di Torino, FPT Industrial, le attività relative ai motori e alle nuove propulsioni e l’intera filiera italiana. Nel corso dell’incontro sono state confermate alcune importanti garanzie: nessuna chiusura di stabilimenti e nessuna riduzione della forza lavoro come conseguenza dell’operazione, mantenimento dell’autonomia dei marchi e degli impianti e pieno sostegno ai piani industriali e agli investimenti già definiti da Iveco. Per AQCF-R, si tratta di impegni significativi, che non possono tuttavia esaurirsi nell’orizzonte temporale di due anni previsto dagli impegni non finanziari dell’operazione“.




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