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“Non so quanto tempo avrò”: Il calcio dominante di Amorim al Milan non si vede. San Siro fischia, ora l’allenatore è preoccupato

È inutile girarci attorno: da questo Milan tutti si aspettavano di più. E i fischi di San Siro, arrivati dopo la brutta partita di Europa League persa per 2-0 contro il Benfica, sono lì a testimoniarlo. Sonori, costanti e assordanti: la squadra è stata accompagnata all’uscita così e tanto diversamente non sarebbe potuta andare, vista la prestazione e un gioco inesistenti a cui Amorim deve trovare rimedio. “Ma non so quanto tempo avrò”, ha detto. Come a voler indicare una precarietà di un ruolo che, al momento, non sembra in discussione. O perlomeno non troppo.

Cardinale di certo non è contento e come tutti i proprietari americani può anche prendere delle decisioni con grande impulso. E se al momento non è nell’aria una soluzione drastica, è anche vero che del gioco offensivo e propositivo che auspicava e che in qualche modo aveva annunciato con l’arrivo di Amorim si è visto poco. Vedere i numeri per credere: l’anno scorso, dopo cinque partite, il Milan di Allegri aveva realizzato 9 gol, 2 ne aveva subiti e aveva ottenuto 12 punti su 15 disponibili; quest’anno, invece, dopo le prime cinque gare i punti sono 8, i gol realizzati sono 7 e quelli subiti 6 (la seconda rete contro il Benfica fa capire molto delle difficoltà della fase difensiva rossonera). Un trend peggiorato, insomma, a cui si aggiunge il fatto che per tutti e cinque i primi tempi giocati il Milan non ha mai segnato e soprattutto è sceso in campo con un undici ancora una volta rivoluzionato.

Perché la sensazione è che l’allenatore ancora debba trovare la quadra giusta rispetto a degli esperimenti riusciti (Moreira) o falliti (Estupinan o Loftus-Cheek, che Amorim ha voluto trattenere in estate ma che non stanno ripagando la fiducia data). Serve permettere a Gonçalo Ramos – investimento pesantissimo con un solo gol all’attivo – di essere più vicino all’area, serve rendere la squadra più offensiva e serve puntare sugli uomini chiave quali potrebbero essere Modric (contro il Benfica non si è mai riscaldato) o Rabiot, che deve ancora trovare la forma ottimale dopo la mancata preparazione post Mondiale. Di base, l’allenatore portoghese vuole proseguire con le proprie idee e le proprie scelte e la partita di domenica prossima contro il Lecce può essere l’occasione giusta per arrivare alla sosta in maniera più serena. Perché se non dovesse vincere con una prestazione convincente in Salento, allora il clima si farebbe pesante. Più pesante, anzi. E allora il tempo potrebbe davvero venire a mancare.

L’articolo “Non so quanto tempo avrò”: Il calcio dominante di Amorim al Milan non si vede. San Siro fischia, ora l’allenatore è preoccupato proviene da Il Fatto Quotidiano.


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