Sanità vibonese, la protesta arriva alla Cittadella: «Basta, non siamo figli di un Dio minore»
La protesta per la sanità vibonese arriva davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. Questa mattina cittadini e comitati si sono ritrovati davanti alla sede della Regione per chiedere risposte sui servizi sanitari della provincia di Vibo Valentia e, in particolare, sulla necessità di garantire un servizio stabile di Emodinamica.
Tra catene, cartelli, striscioni e interventi al megafono, la protesta ha puntato anche sulle difficoltà del sistema dell’emergenza-urgenza nelle aree interne. «Magari ci dicono che deve arrivare da Reggio Calabria l’ambulanza. Perché questo avete fatto, questo è il sistema che avete costruito. Funzionava bene e l’avete distrutto», è stato scandito durante uno degli interventi rivolti alla Regione.
Uno dei manifestanti si è presentato davanti alla Cittadella con una grande croce di legno e un cartello dal messaggio netto: «Mo’ basta! Non siamo figli di un Dio minore». Nel testo viene contestata la situazione dell’Emodinamica nel Vibonese e vengono richiamate anche le difficoltà degli ospedali delle aree montane, insieme al no all’autonomia differenziata. Al centro della mobilitazione resta soprattutto il futuro dell’Emodinamica.
I comitati chiedono che il servizio non venga affidato a soluzioni temporanee o itineranti, ma che venga garantita una struttura stabile, con personale e risorse adeguati. Durante la protesta sono state sollevate anche le criticità legate al servizio di emergenza nelle zone interne. Nel mirino la difficoltà, in alcuni casi, di poter contare su ambulanze immediatamente disponibili e il rischio di dover attendere mezzi provenienti da altre aree della Calabria.
Dal sit-in è arrivato un messaggio diretto anche al presidente della Regione. Nel corso di uno degli interventi è stato fatto un confronto con la politica calabrese del passato, ricordando una stagione nella quale, secondo il manifestante, «in Italia avevamo politici con la P maiuscola, non come quelli di oggi».
La mobilitazione, a cui oltre ai comitati vibonesi ha preso parte il comitato “Controvento” nato contro le speculazioni sull’eolico, punta così a riportare al centro dell’attenzione regionale il tema del diritto alla salute nel Vibonese e nelle aree montane, con la richiesta di servizi sanitari stabili e di una maggiore tutela dei territori più periferici.
Source link




