Società

Lezioni da 45 minuti, proposta a Valditara: monte ore invariato e più spazio a laboratori e recupero

Sperimentare nelle scuole moduli didattici di 45 minuti, senza ridurre il monte ore annuale degli studenti e senza modificare automaticamente l’orario di servizio dei docenti.

È la proposta avanzata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, con la richiesta di aprire un tavolo tecnico nazionale sul tempo didattico.

Il Coordinamento chiarisce che l’ipotesi non consiste nel trasformare semplicemente ogni attuale ora di 60 minuti in una lezione di 45 minuti. Una soluzione del genere, infatti, comporterebbe una riduzione del tempo complessivo di insegnamento.

L’obiettivo sarebbe invece quello di mantenere integralmente il monte ore annuale previsto dagli ordinamenti, organizzandolo attraverso unità didattiche più flessibili.

L’esempio: 990 ore diventano 1.320 moduli da 45 minuti

Per spiegare il modello, il CNDDU propone una simulazione riferita a un percorso scolastico di 990 ore annuali.

Le 990 ore corrispondono a 59.400 minuti, che dovrebbero comunque essere garantiti integralmente agli studenti.

Dividendo questo monte temporale in unità da 45 minuti si arriverebbe a 1.320 moduli annuali.

Non si tratterebbe necessariamente di 1.320 lezioni separate. Le scuole potrebbero, ad esempio, utilizzare singoli moduli da 45 minuti oppure aggregarne due per attività di 90 minuti dedicate a laboratori, esercitazioni, approfondimenti, recupero, orientamento o attività interdisciplinari.

Il principio, sottolinea il Coordinamento, è quindi: monte ore annuale invariato, ma diversa organizzazione del tempo didattico.

Cosa prevede già l’autonomia scolastica

Il CNDDU richiama l’articolo 4 del DPR n. 275/1999 sull’autonomia scolastica, che consente alle istituzioni di adottare forme di flessibilità nell’organizzazione dei tempi dell’insegnamento.

Tra queste rientrano l’articolazione modulare del monte ore annuale delle discipline e la possibilità di utilizzare unità di insegnamento non necessariamente coincidenti con l’ora tradizionale.

Restano però da rispettare il monte ore complessivo previsto dagli ordinamenti, i giorni di attività didattica e gli obblighi di servizio del personale.

Orario dei docenti: nessuna riduzione automatica

Altro punto sul quale il CNDDU insiste è la distinzione tra tempo di istruzione degli studenti e orario contrattuale degli insegnanti.

L’eventuale introduzione dei moduli di 45 minuti non potrebbe quindi trasformare automaticamente, ad esempio, le 18 ore settimanali di insegnamento in 24 lezioni da 45 minuti.

Gli obblighi dei docenti continuerebbero a essere regolati dalla normativa e dalla contrattazione collettiva.

Anche il CCNL prevede che, quando viene ridotta la durata dell’unità oraria al di fuori di specifiche situazioni, il tempo debba essere recuperato prioritariamente a favore degli stessi studenti.

Nessun aumento automatico degli organici

Il Coordinamento precisa inoltre che una diversa articolazione del tempo scuola non produrrebbe automaticamente nuovi posti di lavoro e non può quindi essere considerata, di per sé, una misura per ridurre il precariato.

Eventuali esigenze aggiuntive di personale potrebbero emergere soltanto qualora la sperimentazione prevedesse un potenziamento strutturale delle attività di recupero, inclusione, orientamento, alfabetizzazione o contrasto alla dispersione.

In quel caso sarebbe necessario quantificare gli eventuali costi e individuare le relative coperture finanziarie.

Chiesto un tavolo tecnico al Ministero

La proposta è quindi quella di istituire un Tavolo tecnico nazionale sul tempo didattico per valutare gli aspetti normativi, contrattuali, organizzativi ed economici del modello.

La sperimentazione potrebbe partire da un numero limitato di scuole e dovrebbe essere accompagnata da un monitoraggio degli effetti su apprendimenti, partecipazione degli studenti, inclusione, dispersione scolastica, recupero delle difficoltà e benessere a scuola.

“La nostra proposta non consiste nel sottrarre quindici minuti a ogni ora di scuola”, afferma il presidente del CNDDU Romano Pesavento. L’obiettivo, spiega, è verificare se il tempo dell’istruzione possa essere organizzato diversamente, “mantenendo integralmente ciò che lo Stato deve garantire agli studenti”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »