Dalla Calabria al futuro: Rifiù semplifica il RENTRI e la gestione dei rifiuti
Ci sono progetti che nascono da un business plan. E poi ci sono progetti che nascono da un sentimento. Rifiù appartiene alla seconda categoria. È una storia tutta calabrese fatta di intuizione, coraggio, nostalgia e orgoglio. Una storia che parte da Rossano, attraversa la Svizzera, passa per Tarsia e arriva oggi in tutta Italia con una delle innovazioni più originali nel campo della gestione digitale dei rifiuti.
Dietro Rifiù ci sono due uomini e due percorsi diversi, uniti però dalla stessa terra. Da una parte Gerardo Marchese, imprenditore calabrese e amministratore di Tegeco, azienda che da oltre vent’anni opera nella consulenza ambientale e nella gestione dei rifiuti speciali. Dall’altra Daniele Cozza, ingegnere calabrese emigrato all’estero, oggi residente in Svizzera, dove lavora nel settore delle telecomunicazioni e dell’innovazione. Il loro incontro avviene quasi per caso, durante una riunione a Rossano nell’aprile del 2025.
«Gerardo si sedette accanto a me e mi disse: “Ho un’idea, mi aiuteresti a realizzarla?”», racconta Daniele. «In quel momento ho sentito qualcosa di speciale. Io avevo appena avviato InnoSigna, la mia società dedicata all’innovazione, e sentivo che quel progetto poteva diventare qualcosa di grande».
Da quell’incontro nasce un’avventura imprenditoriale che oggi coinvolge un team multidisciplinare internazionale e che punta a rivoluzionare la gestione dei rifiuti per le piccole e medie imprese italiane.
L’intuizione di Gerardo Marchese parte da un problema concreto. Con l’introduzione del RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, migliaia di aziende italiane si sono ritrovate davanti a procedure digitali complesse, spesso difficili da comprendere per chi non è un esperto ambientale. Il RENTRI obbliga le imprese a gestire in digitale la tracciabilità dei rifiuti: registri e formulari che fino a ieri erano moduli cartacei. Rifiù nasce per questo: trasformare un adempimento complicato in qualcosa di semplice, rapido e intuitivo, alla portata anche di chi non ha un ufficio dedicato.”
«Le officine, gli studi medici, le piccole imprese hanno altre competenze», spiega Daniele. «Non possono diventare specialisti della normativa ambientale. O automatizzavamo il processo o sarebbe stato impossibile gestire migliaia di clienti».
Così nasce Rifiù: un’applicazione mobile che consente di gestire la movimentazione dei rifiuti in modo semplice, rapido e intuitivo.
«Noi non abbiamo ragionato come una software house», sottolinea Gerardo. «Abbiamo ragionato da consulenti ambientali. Abbiamo pensato allo “zio Antonio” del piccolo paese calabrese che deve lavorare tutto il giorno in officina e non può perdere tempo dietro procedure impossibili».
Ed è proprio questa semplicità ad aver reso Rifiù un prodotto innovativo. Oggi oltre 250 aziende utilizzano già l’app: officine, aziende vinicole, studi medici, imprese edili e grandi realtà industriali. Dal 16 settembre 2026 il formulario diventa digitale per tutti, “per arrivarci preparato su www.rifiu.it puoi scoprire come” aggiunge Gerardo.
La forza di questa storia sta anche nel suo significato simbolico. Rifiù nasce infatti dall’incontro tra chi è rimasto e chi è partito.
Daniele Cozza vive all’estero dal 2012. Ha lavorato in Cina, Africa e Medio Oriente, collaborando con grandi aziende internazionali. Eppure il desiderio di mettere le proprie competenze al servizio della Calabria non lo ha mai abbandonato.
«Ho sempre sognato di diventare imprenditore nella mia terra», racconta. «Dopo anni trascorsi a lavorare per aziende internazionali, sapere che sto mettendo il mio tempo e le mie competenze al servizio della Calabria per me è motivo di orgoglio».
Gerardo, invece, rappresenta la Calabria di chi ha scelto di restare e costruire.
«Sono cresciuto vivendo le difficoltà di questa terra», dice. «Per anni pensavo che per realizzarsi bisognasse andare via. Poi ho capito una cosa: il Canada è qua. L’America è qua. È troppo facile fare impresa dove tutto funziona. Il valore vero è riuscirci qui».
Parole che raccontano molto più di un progetto tecnologico. Raccontano una generazione di calabresi che non vuole più sentirsi periferia.
Durante l’intervista emerge continuamente un elemento: l’emozione. Daniele e Gerardo raccontano di essersi commossi più volte durante lo sviluppo del progetto. «Quando abbiamo mostrato l’app per la prima volta a dei clienti calabresi ci siamo emozionati», ricorda Daniele. «Eravamo due calabresi che presentavano la prima app italiana per la gestione dei rifiuti. Non era solo un software. Era un sentimento».
Gerardo sorride mentre aggiunge: «Io mi emoziono ancora oggi. A ogni passo di questo progetto. E la cosa incredibile è che molti, fuori dalla Calabria, fanno fatica a credere che una cosa così innovativa sia nata qui».
Ed è forse proprio questo il cuore della storia: dimostrare che innovazione, visione e competenze possono nascere anche lontano dai grandi centri economici.
Una Calabria che vuole credere in sé stessa
Oggi Rifiù si prepara a espandersi a livello nazionale. L’azienda sarà presente a importanti fiere di settore e sta costruendo partnership con ordini professionali e università italiane. Tra queste anche una collaborazione con l’Università della Tuscia per una tesi di laurea dedicata proprio all’innovazione digitale nella gestione sostenibile dei rifiuti.
Ma il messaggio più forte resta quello umano. «Tra noi calabresi non deve esserci diffidenza», dice Gerardo nelle battute finali dell’intervista. «Spesso guardiamo sempre l’erba del vicino senza valorizzare ciò che abbiamo. Invece questa terra ha talento, idee e persone capaci».
Ed è forse questa la vera rivoluzione di Rifiù: non soltanto semplificare la gestione dei rifiuti, ma contribuire a cambiare la narrazione della Calabria. Una terra che troppo spesso viene raccontata solo attraverso le sue difficoltà e che invece continua a generare innovazione, visione e coraggio. Perché a volte basta l’incontro tra due calabresi, una buona idea e il desiderio profondo di restituire qualcosa alla propria terra per accendere qualcosa di grande.
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