Sostegno, i docenti formati da Indire superano il concorso con il 10% in più rispetto al TFA. Valditara: “30.000 specializzati in 2 anni subito in prima fascia”

Durante il Question Time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione della deputata Valentina Grippo (Azione), il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha tracciato il bilancio dei percorsi formativi attivati per superare la carenza strutturale di insegnanti specializzati sul sostegno.
L’intervento vede come protagonista il canale introdotto nel 2024 insieme al Ministero dell’Università, che ha affiancato ai tradizionali TFA universitari un’offerta curata da Indire, pensata appositamente per i docenti precari con almeno tre anni di servizio sul sostegno.
I dati di due anni: trentamila qualificati e più assunzioni di ruolo
I riscontri forniti da Valditara mostrano una risposta immediata sul fronte delle cattedre: in due anni il sistema ha sfornato circa 30.000 nuovi specializzati, subito inseriti nella prima fascia delle graduatorie per le supplenze per garantire un’assistenza qualificata alle famiglie.
“L’intervento ha generato risultati significativi, garantendo circa 30.000 nuovi specializzati in due anni, i quali hanno potuto offrire fin da subito, inserendosi nella prima fascia delle graduatorie per le supplenze, un servizio maggiormente qualificato a beneficio degli studenti con disabilità e delle loro famiglie”.
L’efficacia del percorso emerge anche dalle cifre dell’ultimo concorso, in cui i candidati formati da Indire, secondo le dichiarazioni del ministro, hanno registrato un tasso di superamento delle prove superiore del 10% rispetto a chi arrivava dal TFA universitario, permettendo un numero più alto di stabilizzazioni a tempo indeterminato.
Il nodo della primaria al Nord e il tavolo con il Mur
Rimangono però aperte diverse problematiche sul territorio nazionale. Le sofferenze maggiori si registrano nella scuola primaria e soprattutto nelle regioni del Nord Italia, dove il numero di posti attivati dalle università continua a non combaciare con le reali esigenze degli istituti. “Tale carenza, – ha dichiarato Valditara – ci impone di proseguire nel percorso già delineato, volto al consolidamento di una offerta formativa universitaria più ampia ed equilibrata sul territorio”.
Per uscire dalla gestione dell’emergenza ereditata dal passato, il Ministero dell’Istruzione ha già avviato un confronto diretto con il Ministero dell’Università e della Ricerca per ridisegnare la programmazione dei corsi.
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