Sicurezza sul lavoro, i sindacati: «Schifani convochi un tavolo urgente per potenziare controlli»
“Basta morti e formazione solo sulla carta. Chiediamo al Presidente della Regione , Renato Schifani che convochi un tavolo urgente affinché vengano assunti impegni precisi e soprattutto tempi certi di potenziamento degli ispettori e rispetto delle regole”. Lo dicono, in una nota congiunta, i segretari regionali di Filca Cisl Sicilia Paolo D’Anca, Feneal Uil Sicilia Pasquale De Vardo e Fillea Cgil, Giovanni Pistorio che aggiungono: ” La Sicilia ha pagato e continua a pagare un prezzo drammatico in termini di morti e infortuni sul lavoro. Una vera e propria emergenza che non può più essere affrontata soltanto attraverso il cordoglio che puntualmente accompagna ogni nuova tragedia. Circa 45 ispettori del lavoro per l’intero territorio siciliano sono chiamati a fronteggiare una mole di lavoro spropositata, su un territorio vastissimo e caratterizzato dalla presenza di migliaia di imprese e cantieri. L’ordinanza sul caldo serviva a supplire a tale carenza di organico degli organi di controllo ma nei fatti gli interventi si sono contati sulla punta delle dita. Anche in questo caso la regione ha toppato”.
“Chiediamo – prosegue la nota – il potenziamento immediato dell’Ispettorato regionale del lavoro e un piano straordinario e coordinato di intervento sull intero territorio. La battaglia contro gli infortuni e le morti sul lavoro deve diventare una priorità dell’intera Regione. Non è poi concepibile che le imprese si rivolgono a soggetti formatori che, ammesso che venga fatta, producono attestati e documentazione formalmente in regola, senza che dietro quelle carte vi sia sempre una formazione sostanziale, concreta e realmente efficace per il lavoratore. Questo sistema deve essere contrastato con determinazione. Chiediamo pertanto che anche la qualità e l’effettività della formazione diventino oggetto di una specifica attività di vigilanza, verificando non soltanto l’esistenza degli attestati, ma anche la regolarità dei soggetti formatori e l’effettivo svolgimento dei percorsi formativi previsti” .
“Rivolgiamo inoltre un messaggio chiaro anche alle associazioni datoriali ed in particolare ad Ance e Anapea. Non intendiamo più accettare che la sicurezza sia considerata un adempimento burocratico – si legge ancora nel documemnto -. Chiediamo il rispetto integrale delle norme, dei contratti e degli accordi vigenti e il pieno riconoscimento delle prerogative degli Rlst. Ribadiamo che non saranno altresì siglati nuovi accordi con le controparti datoriali nei territori nei quali non vengano garantiti il rispetto delle norme e degli accordi vigenti, la piena operatività degli Rlst il libero accesso ai cantieri e una formazione realmente svolta e verificabile”.
“La Sicilia – conclude la nota – ha già pagato un prezzo troppo alto. Adesso servono responsabilità, regole rispettate e fatti concreti. Prima che si debba piangere altre vittime”.
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