Nomine, manovra e bis: l’intesa fra Schifani e alleati
Il primo effetto di un ritrovato feeling con Fratelli d’Italia e gli altri alleati lo si vedrà a giorni, quando verranno ufficializzate le nomine nei tre principali posti di sottogoverno. Da qui Renato Schifani conta di ripartire per l’ultimo anno di legislatura che scatterà ufficialmente il 25 settembre e che ha in agenda in primis la manovra correttiva da 600 milioni ai primi di ottobre, la Finanziaria di dicembre e la riforma della dirigenza.
Al vertice dell’Irfis, l’istituto di credito regionale che ha in portafoglio un miliardo di fondi destinati a incentivi e sviluppo, andrà il commercialista di Acireale Salvo Nicotra, espressione dell’ala etnea di Forza Italia che fa capo a Nicola D’Agostino. Ma tutti gli altri partiti avranno un posto nella plancia di comando dell’Irfis grazie all’ampliamento del Cda da 3 a 5 posti. Alla Seus, la società che gestisce il 118, FdI confermerà per ora Riccardo Castro. Che poi potrebbe lasciare l’incarico a un altro meloniano fra sei mesi per candidarsi alle Regionali. Solo in seguito verrà affrontato il nodo della Commissione tecnico scientifica.
Non c’è stato un vertice di maggioranza che ha sancito questi passaggi ma dietro le quinte il dialogo fra Schifani e gli alleati è stato fittissimo nelle ultime due settimane. Come dimostra anche un inusuale apprezzamento pubblico arrivato ieri da Raffaele Lombardo: «Come si fa a pensare ad altri per la ricandidatura alla presidenza? Credo che lo stesso Schifani non potrebbe sottrarsi. Io ho solo raccolto consensi, mi sembrerebbe strano che ora qualcuno di quelli che hanno detto le meraviglie cambiasse idea».
Un servizio completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell’edizione digitale
Source link




