ecco quello che è accaduto solo nelle ultime 48 ore» La denuncia di Di Ruscio (Servire Fermo) – Cronache Fermane
«Una città allo sbando…e non è una provocazione, bensì realtà. Non si tratta di esagerare o di voler denigrare una amministrazione, comunque arroccata su se stessa e nella sua arroganza, ma di dire le cose come stanno. Basta leggere in rete cosa accade nella nostra amata città». E’ quanto scrive, in una nota stampa, il consigliere comunale di opposizione, Saturnino Di Ruscio.
«Il parroco della chiesa di San Tommaso di Canterbury, Don Sebastiano Serafini, non riesce neanche a celebrare dignitosamente il battesimo di uno dei pochi nati della nostra comunità a causa del baccano dei nomadi che prima all’esterno della chiesa, poi addirittura all’interno, fanno un grande rumore. L’arrivo dei carabinieri risolve la situazione. Come ogni anno prende l’avvio l’attività scolastica e grande caos nelle strade cittadine con lamentele da parte sia di chi va a lavoro che di accompagna i figli a scuola. Eppure ogni anno la scuola ha un inizio. Questa notte, alle 2, c’era chi scorrazzava nelle vie e vicoli del centro storico suonando campanelli e urlando. Il vicesindaco Torresi comunica che la sede stradale della circonvallazione è stata sistemata all’80%, ma 80% di cosa? Mega progetto per la segnaletica stradale! Mega piano per la sicurezza cittadina con altre telecamere! Scrivo di quanto accaduto nelle ultime 24/48 ore».
«E’ evidente che – incalza il consigliere di “Servire Fermo” – c’è un forte scollamento tra la realtà che viviamo tutti i giorni e quella virtuale raccontata dall’amministrazione comunale che cerca con la “pacca sulle spalle” di “rabbonire” la popolazione che protesta. Le grandi promesse per Lido Tre Archi e San Tommaso dove sono andate a finire? Nella riunione estiva presso il centro sociale l’amministrazione aveva garantito la risoluzione del problema dei nomadi. Non mi sembra che dopo i fatti di ieri qualcosa sia stato fatto! Sono passati quasi quattro mesi dall’insediamento del Sindaco, della Giunta, che sono poi sempre gli stessi di prima, ma all’orizzonte non si vedono segnali di cambiamento, anzi…Pensare di poter risollevare questa città con feste e sagre o con megaprogetti non condivisi dalla popolazione significa andare incontro ad un sicuro fallimento. La prima cosa è ripartire dalle persone e riscrivere insieme il futuro della nostra città. Un bagno d’umiltà è sempre utile a tutti».
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