la denuncia del consigliere comunale

Alcune strade del centro storico di Capua sarebbero ridotte a un colabrodo, dove necessiterebbero lavori per una radicale sostituzione delle mattonelle o almeno dei buoni rattoppi per evitare rovinose cadute di qualche pedone o il danneggiamento degli pneumatici delle auto. Ma anche, di converso, cemento messo ad abundantiam, in occasione di qualche lavoro, gettato con fin troppa “generosità” quasi a soffocare le radici di una pianta.
Questa la denuncia del consigliere comunale di Forza Italia Massimo Antropoli che evidenzia le criticità per quanto attiene la pavimentazione di alcune strade cittadine. “A Capua – spiega Antropoli – girando per le strade cittadine, ti accorgi che oltre all’armonioso degrado offerto dall’erba incolta presente un po’ ovunque, c’è una situazione di straordinario disastro del manto stradale. Una riflessione di carattere generale: in molte città, complice la distrazione di chi dovrebbe vigilare su cronoprogrammi, adempimento a regola d’arte e divieto di sprechi, i lavori pubblici talvolta risultano assurdi, senza tralasciare errori di progettazione grossolani o veri e propri sprechi che sembrano sfidare ogni logica dell’edilizia. A Capua puoi imbatterti in via San Michele a Corte, strada che collega via Roma a Corso Gran Priorato di Malta, dove crateri tremendi minano la sicurezza dei pedoni e delle auto e dove percorrere con distrazione questo tratto può comportare seri danni a persone e/o cose”.
E poi, a via Tifatina, “un’aiuola è ingoiata dal cemento – prosegue il consigliere comunale – con le radici di un albero costrette in spazi troppo angusti. Del resto, mesi fa, in occasione di altri lavori, rifacendo una strada, si pensò bene di coprire anche i chiusini, costringendo ad una vera e propria caccia al tesoro per individuare le botole. Insomma, a Capua il cemento o è troppo poco o è troppo. E’ vero che si parla pochissimo di ecologia per la presenza diafana dell’assessore al ramo, ma intanto si soffocano gli alberi sotto il cemento. Una pratica assurda, quella della cementificazione degli alberi, che nuoce alla pianta e che, spesso, serve anche a nascondere un taglio deleterio delle radici superficiali delle piante. Il cemento intorno agli alberi di città sembra ordine, ma è una trappola: sotto l’asfalto le radici soffocano, l’acqua piovana non penetra e d’estate il piede dell’albero diventa una piastra rovente. Magari un tornello aperto e piantumato cambia tutto. La pioggia si infiltra invece di finire in fogna, le radici tornano a respirare, il terreno si rinfresca e ricompaiono lombrichi e insetti: un piccolo biotopo urbano ai piedi dell’albero. E un albero sano regala ombra, raffresca l’asfalto, specie con l’asfissiante caldo delle nostre estati e trattiene gli acquazzoni. Risulta difficile veramente, nella gara tra autentici Titani amministrativi quali sono l’assessore ai lavori pubblici Di Monaco e quello all’ecologia Nocerino, stabilire chi faccia peggio nelle deleghe di competenza. Fortunatamente i cittadini hanno occhi aperti e segnalano le lampanti e talvolta demenziali criticità dovute a certi lavori mal fatti in cui è possibile imbattersi passeggiando, sempre stando attenti a non inciampare, lungo le strade di questa città”, conclude Antropoli.
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