ottavo sigillo e fuga mondiale. “Meritava Norris, ma la ruota gira”

Il trono della prima storica edizione del Gran premio di Spagna sul circuito cittadino di Madrid ha il volto e il nome di Andrea Kimi Antonelli. Il ventenne della Mercedes, dopo aver vinto a Monza, incorona un weekend di grandissima sostanza conquistando l’ottavo successo stagionale e piazzando la spallata probabilmente decisiva nella corsa al titolo iridato, con un vantaggio che sale a ben 81 punti su George Russell a nove gare dal termine del campionato. Una vittoria arrivata al termine di una gara intensa e propiziata anche dalla sorte sotto forma di Virtual Safety Car, ma condotta con la maturità di un veterano dal giovane talento italiano.
Sul podio insieme a lui hanno festeggiato l’amico Max Verstappen, secondo su Red Bull, e il poleman sfortunato Lando Norris, terzo con la McLaren al termine di un perentorio recupero. Più staccata la Ferrari di Charles Leclerc, quarta al traguardo e unica “Rossa” ad arrivare alla bandiera a scacchi dopo il ritiro nei primi giri di Lewis Hamilton per problemi ai freni, seguita dal compagno di squadra di Kimi, George Russell (quinto).
Il verdetto della pista e l’onestà di Kimi: “Oggi meritava Norris”
A bocce ferme, il bolognese ha poi analizzato con grande lucidità e sportività la dinamica della gara: “È stata una gara difficile, tutt’altro che lineare. Ho cercato di gestire le gomme. E’ una bella vittoria, però non come quelle precedenti perché meritava Norris. Tuttavia ce la prendiamo”. Sulla sosta: “Il nostro timing è stato perfetto: quando Peter Bonnington mi ha avvisato, ho cercato di rallentare per essere pronto a reagire subito alla Vsc. La ruota gira, stavolta è andata bene a noi”. Sul resto della gara, “ho dovuto avere molta pazienza dietro a Leclerc. Avevo un ottimo passo nel secondo stint con la mescola hard”.
Ma per Antonelli non è tempo di fare calcoli: “Dobbiamo continuare così e spingere ancora. Gestire adesso è l’ultima cosa che voglio fare. Dobbiamo spingere gara dopo gara, poi vedremo come andrà a finire. Ci sono ancora tante gara, tante cose possono ancora succedere. Ma vincere qui, sapendo che è la prima, è comunque molto speciale”.
Il racconto della gara in sintesi
Al via il poleman Norris scatta bene e difende la leadership dagli attacchi di Antonelli, costretto a tagliare la prima chicane e a cedere la posizione. Alle loro spalle sfuma presto la gara di Lewis Hamilton, costretto al ritiro già al settimo giro per un guasto ai freni della sua Ferrari.
L’episodio decisivo della corsa arriva al 15esimo passaggio: Lance Stroll impatta contro le barriere per un problema ai freni, provocando la Virtual Safety Car. Il timing della neutralizzazione favorisce Antonelli e Verstappen, che rientrano subito ai box, mentre Norris, che aveva già superato l’ingresso della pit lane, deve girare ancora e scontare poi un pit-stop lentissimo che lo fa scivolare in quinta posizione.
A ereditare momentaneamente la testa della corsa è Charles Leclerc con una strategia ad una sosta, seguito da Antonelli. Quando la Ferrari del monegasco rientra per il cambio gomme al 48° giro, la Mercedes numero 12 prende la leadership e, sfoderando un passo insostenibile con gomma dura, stacca Verstappen e vola in solitaria fino al traguardo, incassando una vittoria pesantissima in chiave Mondiale.
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