Oltre 250 presenze per MOVE! la scuola di attivismo di Sardegna chiama Sardegna
Narbolia
A Narbolia due giorni di confronti con qualificati relatori
Grande successo per MOVE!, la prima Scuola internazionale di attivismo di Sardegna chiama Sardegna. Oltre 250 presenze al Camping Nurapolis di Narbolia per due giornate di formazione e confronto con studiosi, attivisti ed esponenti politici dalla Sardegna, dall’Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Al centro diversi interessanti temi: organizzazione politica, autodeterminazione, giustizia sociale, leadership femminile e nuovi modelli di attivismo.
«Per cambiare la Sardegna non bastano nuove idee e proposte politiche capaci di rispondere ai bisogni della maggioranza dei sardi, ma serve anche un modo diverso di organizzarsi – spiegano Cristiana Cacciapaglia e Danilo Lampis, portavoce di Sardegna chiama Sardegna –. In Sardegna esiste un mondo politico, sociale e culturale che sta fuori dal Consiglio Regionale e una grande capacità di mobilitazione attorno a battaglie e vertenze, ma troppo spesso questa partecipazione fatica a trasformarsi in organizzazione capace di durare, crescere e incidere. MOVE! è nata proprio dalla necessità di tornare a investire nella formazione politica e confrontarci con esperienze diverse, non per importare modelli, ma per capire cosa possiamo imparare e tradurre nella realtà sarda».

Il programma ha messo al centro il rapporto tra autodeterminazione ed emancipazione sociale, con un confronto tra la storia dei movimenti per l’autodeterminazione sarda e alcune esperienze politiche maturate nei Paesi Baschi, in Andalusia e nel Paese Valenciano. Sono intervenuti il politologo dell’Università di Sassari Carlo Pala, Andria Pili dell’Universidad de Málaga, la presidente della European Free Alliance Lorena López e Sonia Tirado, di Compromís e docente dell’Universidad Miguel Hernández.
Ampio spazio è stato dedicato anche a genere, leadership e rappresentanza politica, con la sociologa dell’Università di Cagliari Ester Cois, la ricercatrice dell’Università di Bergen Francesca Feo e la politologa Alice Cavalieri, che si sono confrontate sui meccanismi che ancora limitano l’accesso e la permanenza delle donne nei luoghi della politica e sulle condizioni necessarie per costruire una leadership politica femminile più forte e inclusiva.
Martino Mazzonis ha approfondito l’esperienza dei Democratic Socialists of America e le campagne di Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez e Zohran Mamdani, mentre Giovanni Chiarella, Advocacy Strategist di Futurevox, ha condotto un laboratorio sul Public Narrative.
Particolarmente significativo è stato inoltre il videocollegamento con Marshall Ganz, professore alla Harvard Kennedy School e tra le figure più importanti nello studio e nella pratica del community organizing.
La scuola, infine, ha affrontato il rapporto tra comunicazione, lingua e politica, con il laboratorio di Donato Martiello dedicato agli strumenti della comunicazione politica sui social e l’intervento di Adrià Martín Mor, linguista e docente dell’Universitat Autònoma de Barcelona, che ha portato l’esperienza catalana sul rapporto tra lingua, attivismo e potere.
Non sono mancati i momenti di confronto informale e di socialità, con il concerto di Shardàna, Futta e Angus Bit.
«Una scuola di attivismo non può essere una scuola di partito chiusa su se stessa – aggiungono Cacciapaglia e Lampis –. MOVE! è stata pensata come uno spazio aperto, nel quale persone provenienti da esperienze politiche, sociali e associative diverse potessero incontrarsi, formarsi e costruire relazioni. Le oltre 250 presenze di questi due giorni ci hanno confermato che in Sardegna esiste una domanda forte di formazione politica, confronto e organizzazione. Per noi MOVE! non si conclude qui: questa prima edizione è stata un punto di partenza».

Domenica, 13 settembre 2026
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