Abruzzo

535mila occupati, disoccupazione al 5,2%


Sono 535mila gli occupati in Abruzzo nel secondo trimestre del 2026, 26mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una crescita del 4,9%. Il tasso di occupazione sale al 64,8%, contro il 63,4% della media nazionale, mentre quello di disoccupazione si attesta al 5,2%, rispetto al 5,9% registrato in Italia.

È il quadro tracciato dai dati Istat e commentato dall’assessore regionale alle Attività produttive Tiziana Magnacca. «I numeri del secondo trimestre dell’anno ci consegnano un sistema economico abruzzese vitale e in buona salute. Per quanto qualcuno voglia sminuirli, restano risultati mai raggiunti prima in Abruzzo, con la crescita dell’occupazione e la riduzione della disoccupazione».

Il divario rispetto al Mezzogiorno è di oltre 13 punti percentuali: nelle regioni meridionali il tasso di occupazione si ferma infatti al 51,1%. Magnacca richiama anche l’analisi del professor Pino Mauro, secondo la quale il tasso di disoccupazione abruzzese sarebbe sceso sotto la media nazionale per la prima volta dopo trent’anni.

L’assessore attribuisce l’andamento positivo alla capacità delle imprese regionali di affrontare i cambiamenti economici e alle misure pubbliche di sostegno. «Ritengo che tutto questo sia il frutto della doppia condizione positiva rappresentata dalle imprese più attive, capaci di interpretare le nuove sfide dell’economia, e dalla stabilità politica a livello nazionale e regionale».

Accanto ai dati sul lavoro, Magnacca evidenzia l’andamento delle esportazioni. Nei primi sei mesi del 2026 l’export abruzzese ha superato i 6 miliardi di euro, aumentando dell’8,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di una crescita nazionale del 4,5%.

Secondo il quadro illustrato dall’assessore, a trainare le vendite all’estero è soprattutto il comparto farmaceutico, insieme alla tenuta dei settori alimentare e del mobile. L’automotive presenta ancora un dato negativo, ma mostrerebbe segnali di progressiva ripresa.

«Siamo consapevoli che in Abruzzo siano ancora presenti situazioni di criticità, ma dobbiamo impegnarci per creare occasioni attrattive per gli investimenti destinati alle imprese industriali e artigiane e ai comparti agricolo e turistico».

Per Magnacca, dunque, i risultati raggiunti non rappresentano un punto di arrivo. «Sono numeri oggettivamente storici, ma non ci consentono di cullarci sugli allori. Ci responsabilizzano a fare meglio e a lavorare con maggiore determinazione, affinché nessuna impresa e nessun lavoratore disposto a impegnarsi restino senza opportunità».


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