Non è cultura, è la normalizzazione del neofascismo

Il Network Giovani M5s Abruzzo si schiera contro l’iniziativa “Da Fiume al dissenso – Tre giornate oltre gli schemi”, in programma dal 25 al 27 settembre nella Sala Eden di Ortona, e annuncia la propria partecipazione alla manifestazione antifascista che l’Anpi è pronta a organizzare sabato 26 settembre qualora non venga fermato il convegno.
«Chi prova a raccontare questa tre giorni come un semplice appuntamento culturale o un innocuo momento di confronto dimostra, nella migliore delle ipotesi, di non voler guardare ciò che è realmente contenuto nel programma», sostiene il Network regionale.
Tra gli appuntamenti annunciati figurano la presentazione del libro “Bologna: la pista israeliana”, un incontro intitolato “Russia nemica? No. Il vero nemico va cercato in casa” e un dibattito dedicato all’attualizzazione del pensiero di Jean Thiriart e Aleksandr Dugin. Tra i relatori è prevista anche la presenza di Rainaldo Graziani, già esponente di Meridiano zero.
«I temi affrontati, i riferimenti ideologici e alcuni dei protagonisti annunciati riconducono a un universo politico fatto di estrema destra e revisionismo storico – affermano i giovani del Movimento 5 stelle – non accettiamo l’ennesimo tentativo di rendere presentabile ciò che presentabile non è».
Gli organizzatori hanno respinto la connotazione attribuita alla manifestazione, sostenendo che l’evento si svolgerà nel rispetto del confronto democratico e culturale e vedrà la partecipazione di realtà provenienti da schieramenti differenti. Il sindaco di Ortona Angelo Di Nardo ha confermato la concessione della sala comunale, rinviando agli organi competenti le valutazioni sulla legittimità dell’iniziativa.
Una posizione che non convince Manuel Speziale, referente regionale del Network Giovani M5s Abruzzo, e Beatrice Centofanti, vice referente del Network a Ortona. «Il problema non è il diritto di parola. Il problema è la scelta politica di mettere uno spazio pubblico a disposizione di un’iniziativa che presenta elementi riconducibili alla cultura neofascista e revisionista. Non siamo disposti ad assistere in silenzio alla normalizzazione di queste idee».
Secondo Speziale e Centofanti, l’amministrazione comunale avrebbe una responsabilità politica precisa: «Una sala comunale non è un luogo neutro: è uno spazio della comunità, appartiene a tutti i cittadini e viene messo a disposizione attraverso una scelta dell’istituzione. Per questo non può essere sufficiente trincerarsi dietro il principio astratto della libertà di espressione e lavarsene le mani».
Il Network richiama anche la storia di Ortona, città medaglia d’oro al valor civile e duramente colpita durante la Seconda guerra mondiale e l’occupazione nazifascista. «La memoria delle vittime e della Resistenza dovrebbe rappresentare un patrimonio comune, non un elemento da mettere sullo stesso piano di narrazioni revisioniste. Per questo riteniamo ancora più grave la scelta di concedere uno spazio comunale a questa iniziativa».
La vicenda è arrivata anche in Parlamento. La deputata del Movimento 5 stelle Daniela Torto ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere verifiche preventive sugli organizzatori, sui relatori, sui contenuti e sulle modalità di svolgimento dell’evento, oltre che sulle misure previste a tutela dell’ordine pubblico.
«È arrivato il momento di smettere di chiamare tutto libertà di espressione per evitare di assumersi una responsabilità politica – proseguono Speziale e Centofanti – qui si parla della concessione di un bene pubblico e della presenza di contenuti che meritano verifiche precise. Le istituzioni democratiche devono avere il coraggio di scegliere da che parte stare».
Il Network Giovani M5s Abruzzo sarà dunque al fianco dell’Anpi nella manifestazione del 26 settembre, se l’iniziativa verrà confermata. «Saremo in piazza perché le nuove generazioni non possono essere spettatrici passive davanti alla riscrittura della storia e alla progressiva normalizzazione di linguaggi e idee dell’estrema destra. Il dissenso è un valore democratico. Il fascismo non lo è».
Da qui l’appello rivolto alle forze politiche, sociali, associative e sindacali democratiche affinché partecipino alla mobilitazione: «Davanti alla normalizzazione del neofascismo non è il momento delle ambiguità, dei distinguo o dei silenzi. Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza insieme all’Anpi per difendere la democrazia e dire con chiarezza che Ortona non concede spazi alla riabilitazione del fascismo».
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