Basilicata

Morte di Romania Piccolo, due Procure indagano sulla tragedia

Sono due Procure che indagano sulla morte di Romania Piccolo, la 42 enne originaria di Tropea e residente a Vibo Marina, avvenuta giovedì mattina dopo una emorragia insorta a seguito di un intervento chirurgico. Il marito Bruno Virdò, il giorno dell’alluvione 2006, cercò di salvare il piccolo Salvatore Gaglioti dall’onda di fango che lo travolse mentre si trovava con la madre in auto


VIBO VALENTIA – Emergono nuovi elementi sulla morte di Romania Piccolo, la 42enne originaria di Tropea e residente a Vibo Marina deceduta giovedì mattina dopo una violenta emorragia insorta pochi giorni dopo un intervento chirurgico; sulla vicenda sono al lavoro due Procure, quella di Vibo Valentia e quella di Paola, chiamate a ricostruire quanto accaduto prima del drammatico arrivo della donna al pronto soccorso e a verificare eventuali responsabilità.

L’inchiesta, affidata ai carabinieri, si sviluppa dunque sull’asse Vibo-Paola. La Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore facente funzioni Concettina Iannazzo, e quella di Paola, diretta dal procuratore Domenico Fiordalisi, stanno acquisendo gli elementi necessari per fare luce sulla vicenda. La competenza della Procura cosentina è legata al fatto che l’operazione era avvenuta alla clinica Tricarico di Belvedere Marittimo.

L’INTERVENTO E LE CURE A CASA

Il ricovero di Romania si era verificato nei primi giorni di settembre nella struttura sanitaria dell’alto Tirreno cosentino, per un intervento di chirurgia vascolare. Dopo le dimissioni aveva proseguito le cure a domicilio, con medicazioni quotidiane effettuate da un’infermiera.

Nei giorni successivi avrebbe manifestato diversi momenti di sofferenza e avrebbe anche contattato il chirurgo che l’aveva operata, ricevendo, secondo quanto emerso, rassicurazioni sul decorso post operatorio.

Poi, all’alba di giovedì, il quadro è precipitato. La donna è stata colpita da una violenta emorragia nella zona interessata dall’intervento. La prima richiesta di soccorso al 118 sarebbe avvenuta intorno alle 5 del mattino. Dopo ulteriori sollecitazioni è arrivata un’ambulanza demedicalizzata, che ha trasportato la 42enne al pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia, dove è giunta intorno alle 6.15.

I TENTATIVI DI SALVARE ROMANIA

Le condizioni della paziente sono apparse subito gravissime. Tra le 6.15 e le 9, quando è stata trasferita in sala operatoria, Romania ha subito tre arresti cardiocircolatori. Anche durante l’avvio dell’intervento per fermare l’emorragia si sarebbe verificato un ulteriore arresto, rendendo necessario il massaggio cardiaco. I medici sono riusciti a bloccare l’emorragia e a completare l’intervento, ma la donna aveva ormai perso una quantità di sangue tale da compromettere gravemente le sue condizioni. Trasferita nel reparto di Rianimazione, è morta poche ore dopo.

GLI INTERROGATIVI SULLA TRAGEDIA

Ora gli investigatori dovranno ricostruire la sequenza degli eventi, stabilendo che cosa sia accaduto nei giorni successivi all’intervento e quale sia stata l’origine dell’emorragia. Tra gli aspetti da chiarire anche se si sia trattato di una complicanza imprevedibile dell’operazione o se possano emergere eventuali condotte colpose.

Dovranno inoltre essere ricostruiti tempi e modalità dei soccorsi, alla luce delle condizioni estremamente critiche con le quali Romania è arrivata in ospedale. L’intervento eseguito a Vibo sarebbe arrivato quando il quadro clinico era ormai fortemente compromesso e, secondo una prima ricostruzione, quando le possibilità di salvarle la vita erano ridottissime. Saranno comunque gli accertamenti medico-legali a chiarire la successione degli eventi e le cause del decesso. Martedì è prevista l’autopsia nell’obitorio dell’ospedale di Germaneto, a Catanzaro. Un esame che potrebbe fornire elementi decisivi all’inchiesta.

IL MARITO DELLA DONNA E L’ALLUVIONE DI VIBO DEL 2006

Romania lascia il marito, Bruno Virdò, e il loro bambino di appena quattro anni. La vicenda familiare di Virdò è già segnata da una tragedia che aveva profondamente colpito il Vibonese: il giorno dell’alluvione del 3 luglio del 2006, lui cercò in tutti i modi di salvare il piccolo Salvatore Gaglioti e la madre Maria Rosaria La Polla dall’ondata di fango che travolse la loro auto lungo la statale 18 nei pressi di Longobardi. La donna riuscì a salvarsi, il piccolo di appena 16 mesi fu strappato dalla furia dell’onda di detriti dalle mani dell’uomo, al tempo guardia giurata, per poi essere ritrovato privo di vita a qualche centinaio di metri di distanza.

Non fu, quella, l’unica tragedia per la famiglia Gaglioti: quel giorno infatti perse la vita anche lo zio, Ulisse Gaglioti insieme a un’altra guardia giurata, Nicola De Pascale, anche loro travolti dal fango poco più a valle. Da far tremare i polsi una sua testimonianza al processo bis per l’alluvione.

PER ROMANIA PICCOLO, UNA STORIA CLINICA COMPLESSA

Romania, e Bruno si erano sposati nel 2017 e il frutto del loro amore si chiama Domenico. Quella della donna è una storia clinica complessa. Nei mesi precedenti era stata sottoposta ad altri interventi, a Potenza e a Messina, caratterizzati da decorsi post operatori complicati. L’operazione eseguita a Belvedere Marittimo avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore passo verso il recupero di una vita normale dopo tante sofferenze. E invece…


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