Scienza e tecnologia

Google cambia la ricerca in Europa: cosa troverete cercando hotel e voli

La ricerca di hotel o voli su Google in Europa sta per cambiare: se in meglio o in peggio dipende dai punti di vista. Google ha modificato i risultati di ricerca per i mercati europei, e lo ha fatto non perché volesse, ma perché la Commissione Europea glielo ha imposto sotto la minaccia di sanzioni pesantissime.

La storia parte da luglio, quando Google ha ricevuto una multa da 460 milioni di euro per aver favorito i propri servizi nei risultati di ricerca, violando il Digital Markets Act (il regolamento UE che vuole limitare il potere delle grandi piattaforme tech). La Commissione ha poi dato 60 giorni per adeguarsi, oppure rischiare penali fino al 5% del fatturato mondiale. Google si è adeguata.

Ma cosa cambierà in pratica? Quando cercate un hotel, un volo o un ristorante, in cima alla pagina troverete ora un motore di ricerca specializzato, seguito da altri due con meno dettagli.

Sotto di loro, una lista a carosello con le opzioni di hotel, voli e ristoranti, ma senza funzioni come i prezzi in tempo reale, che prima Google mostrava direttamente. I risultati vengono ordinati dall’algoritmo di Google.

In sostanza, se prima potevate confrontare i prezzi degli hotel direttamente nella pagina di ricerca, adesso dovete fare un passaggio in più, cliccando su uno dei siti intermediari. Secondo Google, questo avvantaggia piattaforme come Booking o Expedia a scapito degli hotel e ristoranti locali, che perdono visibilità diretta.

Nick Fox, vicepresidente senior di Google, ha dichiarato a Reuters:

Queste modifiche peggiorano l’esperienza degli utenti europei, favorendo gli intermediari online a scapito delle imprese locali e rimuovendo funzioni utili su cui le persone fanno affidamento ogni giorno. Gli utenti fuori dall’UE non saranno interessati da questi cambiamenti.

Google non si è limitata alle dichiarazioni: secondo la stessa azienda, precedenti modifiche legate al DMA avevano già causato un calo del 30% nel traffico diretto gratuito verso le imprese europee.

E si aspetta che le nuove misure peggiorino ulteriormente la situazione. Nei test condotti su milioni di utenti europei, i risultati mostrano un alto livello di insoddisfazione: gli utenti devono riscrivere le query per trovare quello che cercano.

Google definisce questi cambiamenti come la più grande riduzione della qualità del servizio nella storia ventinnovennale del suo motore di ricerca. Un’affermazione forte, che ha ovviamente un sapore anche politico: l’azienda vuole far capire all’opinione pubblica che il problema non è suo, ma delle regole imposte dall’Europa. 

La questione è più complicata di come la racconta Google: la Commissione Europea sostiene che il vecchio sistema favoriva ingiustamente i servizi proprietari di Google rispetto ai concorrenti. Chi ha ragione dipende dal punto di vista: se siete un hotel indipendente, probabilmente preferivate il vecchio sistema; se siete Booking.com, probabilmente preferite quello nuovo. Per noi utenti, il rischio reale è ritrovarsi con una ricerca meno immediata e più passaggi da fare per trovare quello che vogliamo.


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