Abruzzo

48% delle perdite nelle reti idriche, confronto pacato fra società e sindaci che avanzano richieste precise


Si è svolta nella mattinata di oggi (mercoledì 9 settembre), nella sede del patto territoriale Sangro Aventino, a Santa Maria Imbaro, l’attesa assemblea Sasi con i sindaci di 37 degli 87 comuni del Chietino di cui la società gestisce il servizio idrico.

Un confronto che il presidente della Sasi, Nicola Scaricaciottoli, definisce “costruttivo”, utile “per approfondire e discutere gli argomenti che maggiormente stanno a cuore ai cittadini e ai loro rappresentanti. Temi per la maggior parte legati al settore idrico con particolare riferimento alle chiusure, alle interruzioni non seguite da una tempestiva comunicazione, ai ritardi con i quali vengono ripristinati i manti stradali dopo i lavori di riparazione, ai problemi di alcuni serbatoi che inevitabilmente si ripercuotono sui territori di riferimento”.

Il presidente ha esordito tornando a disegnare il quadro puntuale dell’attuale situazione, soffermandosi sulle criticità che ancora ci sono, ma soprattutto sugli interventi che la Sasi sta portando avanti proprio con l’obiettivo di dare una risposta concreta alle esigenze del territorio, non senza aver prima rimarcato che “la Sasi non è la controparte dei Comuni, ma è la società dei Comuni”. E ha subito evidenziato che “la comunicazione deve diventare parte strutturale del servizio. La Sasi attiverà un sistema informativo capillare coordinato con gli 87 Comuni, che integri sito istituzionale, avvisi diretti, canali social e un canale whatsapp ufficiale dedicato alle comunicazione di pubblica utilità. Uno strumento, quindi, riconoscibile per comunicare interruzioni, lavori, tempi di ripristino, qualità dell’acqua e aggiornamenti sulle opere”. 

“Il problema principale resta l’età e la conseguente qualità delle reti e lo stiamo affrontando con investimenti, programmazione e nuove risorse – ha sottolineato Scaricaciottoli – non tutto può essere risolto immediatamente e non facciamo promesse che non possiamo mantenere, assumiamo però un impegno preciso, nessun problema sarà nascosto, ogni risultato sarà misurato e ogni risorsa disponibile dovrà tradursi in opere, riduzione delle perdite e miglioramento del servizio”. E ha ricordato il quasi completamento della cosiddetta “terza canna”, che permetterà di evitare chiusure prolungate e aumentare la portata di acqua, del potabilizzatore (ai collaudi finali) e della digitalizzazione e ingegnerizzazione delle reti che ci ha dato la possibilità di avere una conoscenza puntuale della situazione con la creazione di distretti che disegnano la “geografia” dei territori e ci permettono di intervenire in maniera specifica, solo dove si è verificato il problema”.

Il presidente ha pure reso noto che a breve sarà indetto un concorso per quattro figure professionali altamente specializzate e qualificate. Tra i progetti ha posto l’accento anche sulla sistemazione di alcuni serbatoi. Per quanto riguarda le perdite, attualmente sono del 48%, un risultato giudicato “notevole”, ottenuto grazie all’opera di “ricerca perdita”, l’unica vera e valida alternativa alla sostituzione delle reti.

Più che un’assemblea, un incontro, così è stato definito anche dai sindaci che auspicano maggiori occasioni di dialogo, con i toni pacati che hanno contraddistinto quasi tre ore sono stati la dimostrazione di una volontà costruttiva. Che si è pure tradotta in un documento illustrato dal primo cittadino di Tollo Angelo Radica e firmato da altri 26 sindaci, Francesco Menna- Vasto, Rocco Di Nanno – Filetto, Costanza Berardi – Canosa Sannita, Catia Benarrivato – Arielli, Vincenzo Muratelli – Altino, Gianfranco D’Isabella – Carunchio, Filippo Paolini – Lanciano, Fabio Di Vito – Furci, Giuseppe Masciulli – Palmoli, Ernano Marcovecchio – Tufillo, Nicola Andreacola – Giuliano Teatino, Agostino Chieffo – Gissi, Francesco Troilo – Torrebruna, Nicola Iannone – Tornareccio, Emiliano Bozzelli – San Vito Chietino, Massimiliano Berghella – Treglio, Andrea Marinucci – Orsogna, Marco Mancini – Lentella, Mario Di Paolo – Castelguidone, Silvana Di Palma – Castiglione Messer Marino, Giuseppe Finamore – Villa Santa Maria, Amerigo Orlando – Villamagna, Piergiuseppe Mammarella – Vacri, Angelo Di Nardo – Ortona, Graziana Di Florio – Cupello, Giulio Borrelli – Atessa.

Nella nota sono stati definiti i punti ritenuti importanti: il censimento straordinario delle perdite, il monitoraggio prioritario e continuo dei depositi e serbatoi critici, il potenziamento della reperibilità e comunicazione diretta dei tecnici reperibili, ripristino accurato degli interventi sulle strade. A questi si aggiungono servizio di informazione e comunicazione, piano di innovazione tecnologica, riformulazione della governance e trasparenza delle scelte, rafforzamento delle capacità gestionali e controlli Arera, controllo dei sistemi elettrici ed elettromeccanici e un approccio industriale integrato e sostenibilità. 

Al Cda, i sindaci chiedono di prendere atto del documento, di trasmettere entro 15 giorni una relazione con le azioni intraprese e il cronoprogramma degli interventi, predisporre un sistema di monitoraggio periodico sullo stato dei lavori da condividere con i sindaci firmatari, di assicurare che le decisioni della governance siano sempre orientate al rispetto delle esigenze del territorio e delle segnalazioni degli amministratori comunali. Richieste e considerazioni che hanno trovato già alcune risposte nel dettagliato intervento del presidente della Sasi che prima di salutare e ringraziare ha voluto ribadire alcuni punti particolarmente importanti in questa delicata e complessa fase legata alla legge regionale di riforma del settore idrico.

“La Sasi deve essere efficientata, non svalutata – ha concluso Scaricaciottoli – possiede infrastrutture, impianti, professionalità, conoscenza capillare delle reti e risorse idriche di straordinaria qualità. Le competenze delle maestranze costituiscono un patrimonio industriale, garantiscono continuità operativa e conoscenza delle specificità del territorio. Tutto questo deve essere misurato, valorizzato e difeso. Presentarsi all’aggregazione con una Sasi delegittimata significherebbe rischiare di subire condizioni definite da altri. Presentarsi con una Sasi trasparente, operativa, matrimonialmente solida e sostenuta lealmente dai propri soci significa poter tutelare il ruolo degli 87 Comuni e la voce del territorio nella futura governancee. Esiste infine una ragione strategica per proteggere la gestione pubblica. Il nostro territorio dispone di sorgenti dalle quali nasce acqua naturalmente potabile: una risorsa rara, preziosa e destinata ad acquistare sempre maggiore valore. E l’acqua buona può far gola a tutti. Se il gestore pubblico viene indebolito, si creano le condizioni per sostenere che l’unica soluzione sia l’ingresso dei privati. Ai Comuni chiediamo di trasformare le critiche in proposte, alla Provincia chiediamo collaborazione istituzionale e l’attenzione alle infrastrutture di propria competenza e a alla Regione di proseguire e rafforzare il percorso dei finanziamenti che, nell’ultimo anno, ha consentito l’avvio di numerose opere. Il vero confronto non è tra Sasi e i suoi critici ma tra un territorio capace di governare insieme la propria acqua e un territorio che, dividendosi, rischia di indebolire il proprio futuro”.

 


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