Abruzzo

Ad Atessa c’è Val di Sangro Expo, la rassegna dedicata al lavoro con 200 aziende in mostra su un’area di 17mila metri quadrati


La Val di Sangro si mette in vetrina, ma soprattutto si interroga sul proprio futuro nella terza edizione di Val di Sangro Expo, presentata nell’aula consiliare del Comune di Atessa. La manifestazione è in programma da giovedì 17 a domenica 20 settembre .

Una manifestazione espositiva e, soprattutto, un luogo di confronto, di idee ed esperienze, per un territorio che rappresenta uno dei principali motori economici dell’Abruzzo e del Centro Sud Italia. “Una valle – ha ricordato il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli – nella quale convivono le grandi industrie, un fitto tessuto di piccole e medie imprese, tra artigianato, agricoltura, commercio, servizi, turismo ed enogastronomia”.

Saranno circa 200 le aziende presenti, su 17 mila metri quadrati di area espositiva, di cui 5 mila al coperto.

Ma il dato più significativo, nelle parole del sindaco, “è rappresentato dalla volontà di fare dell’Expo uno spazio nel quale la Val di Sangro possa riconoscersi come sistema e presentarsi come territorio unitario, capace di affrontare le trasformazioni economiche e industriali che stanno interessando il Paese”.

“Abbiamo insistito su questa iniziativa – ha rimarcato il primo cittadino – perché la Val di Sangro rappresenta, per storia, dimensioni e capacità, una delle espressioni più significative dell’economia regionale. Fino a qualche anno fa era considerata un po’ la vacca da mungere: andava bene, tirava, andava avanti per conto suo. Ci sono stati scarsi investimenti pubblici, perché si pensava che questo territorio fosse capace di crescere da solo. Era una realtà sparpagliata e poco incisiva, perché soffriva di un divario tra il peso economico che rappresenta e il peso e il riconoscimento che ha ottenuto nei luoghi dove si compiono le scelte politiche e strategiche”.

Un modello che ha funzionato, ma che oggi deve confrontarsi con una fase completamente diversa: “Qui abbiamo il cuore del comparto automotive – ha ricordato Borrelli – con Stellantis, Honda e tutto quello che conosciamo. Per anni l’automotive è andato a tutto vapore. Poi, tre-quattro anni fa, sono arrivate le prime grosse avvisaglie di perdita di colpi, con ansie, timori, ridimensionamenti e tante domande sul futuro. A queste domande noi cercheremo di dare risposte, per quello che è possibile, attraverso una serie di incontri, convegni, dialoghi e panel con interlocutori aziendali, sindacali e istituzionali di primo piano”.

“Ma qui non c’è solo il core business della produzione metalmeccanica”, ha aggiunto. “Esiste una rete diffusa di piccole e medie imprese, di artigiani, professionisti, che contribuiscono ogni giorno alla creazione di valore e di occupazione. Essa è un autentico ecosistema economico e produttivo che fa la grandezza e la ricchezza dell’Abruzzo, e non solo. Noi abbiamo chiamato a raccolta queste forze per renderle protagoniste di una nuova stagione. E quella realtà che dicevo prima, frastagliata, isolata, marginalizzata di un tempo, grazie alla capacità di intraprendere e di cominciare finalmente a fare squadra, oggi è più attenzionata e più rispettata. Qualcosa si vede, qualcosa si dovrà vedere, perché contiamo sulla capacità di questo territorio di fare squadra per dare sempre di più, ma anche per ottenere quello che ci spetta”.

Il percorso, ha ricordato il sindaco, non nasce con l’Expo. L’amministrazione ha infatti lavorato negli anni per portare all’attenzione delle istituzioni nazionali una serie di esigenze strategiche. “In epoca Covid abbiamo proposto quello che si chiama il Cis, Contratto istituzionale di sviluppo, aggiornando proposte che già circolavano nel dibattito locale e portandole al confronto con il Governo dell’epoca”.

Un dossier di circa 400 pagine nel quale erano state raccolte le principali esigenze del territorio. “Dentro quel dossier c’erano richieste di infrastrutture stradali, portuali e ferroviarie, ma anche la creazione di un centro per l’innovazione e la ricerca, che è sempre più necessario per la Val di Sangro”.

Il tema delle infrastrutture resta centrale. “Se, come sembra dagli impegni che ha preso Stellantis, dal 2029 bisognerà produrre i nuovi furgoni, i furgoni del futuro, che avranno una capacità digitale e tecnologica molto più avanzata, è evidente che occorrono ricerca, capacità innovativa e vanno aggiornate e messe al passo con le sfide anche le maestranze. Coloro che dovranno qui operare dovranno essere messi nelle condizioni di affrontare le nuove tecnologie. Ed ecco l’importanza, l’intuizione e l’insistenza sul centro dell’innovazione e della ricerca”.

“Val di Sangro Expo quindi non è una semplice rassegna. Certo, c’è chi espone e si fanno affari, ed è fatta anche per questo. L’aspetto commerciale, tuttavia, non è l’unico e non è nemmeno il più importante. Essa è diventata soprattutto un luogo di incontro e confronto, ormai affermato, un luogo aperto alle idee e alle proposte di tutti coloro che hanno qualcosa da dire: aziende, istituzioni, forze politiche diverse, associazioni, sindacati confederali e autonomi”.

Una piattaforma nella quale le aziende possono confrontarsi anche direttamente su questioni strategiche. “L’aspetto nuovo e originale che è emerso da questa nostra iniziativa è che qui si è creato un luogo in cui si fa rete e si fa comunità. Una comunità produttiva, una comunità economica, una comunità umana”.

A illustrare le novità organizzative è stato il vice sindaco e assessore comunale alle Attività produttive, Enzo Orfeo: “Expo cresce. Il 12% delle aziende che partecipano quest’anno sono nuove. Ma un’altra notizia importante è la riconferma del 94% delle aziende presenti nelle passate edizioni. Abbiamo ampliato la superficie espositiva, dando agli stand dimensioni maggiori e quindi una maggiore possibilità di accoglienza per i partecipanti”.

Potenziata anche la sala convegni, climatizzata e con una capienza superiore a 250 posti, mentre l’area food, di circa 1.000 metri quadrati, è stata spostata al centro dell’area espositiva.

“È una scelta pensata per i visitatori e per gli espositori, perché da qualsiasi punto dell’area espositiva il punto di ristoro sarà facilmente raggiungibile. Sono poi stati attivati nuovi parcheggi per gli espositori e ampliati quelli destinati al pubblico. È stato inoltre predisposto un servizio navetta: nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 settembre, le navette partiranno dal centro storico di Atessa, favorendo il collegamento tra Expo e città.

“Abbiamo pensato di far rimanere aperti, nelle stesse giornate, musei e altre attività nel centro storico, così da dare la possibilità a tutti di visitarli”.

“Venerdì 18, di mattina – ha aggiunto Orfeo – ospiteremo oltre 1.200 studenti degli istituti del territorio. Per loro sono stati organizzati incontri e attività. Un modo per avvicinare il mondo della scuola a quello dell’impresa e far conoscere ai giovani le opportunità professionali offerte”.

Importante anche la partecipazione delle associazioni di categoria, con la presenza dei rappresentanti di Coldiretti, Cia, Cna, Confindustria.

Confermata inoltre la partecipazione di diversi Comuni, tra cui Paglieta, Tornareccio, Villalfonsina, Altino, Casalanguida e San Vito Chietino, con stand e iniziative dedicate.

Tra le presenze istituzionali ci sarà anche l’Esercito Italiano, con uno stand dedicato e attività rivolte al pubblico.

“Un sentito ringraziamento poi a tutti i partner e agli sponsor, ai volontari, alla Protezione civile e alla macchina comunale attiva in tutte le sue componenti”.

“Questa Expo ha l’ingresso gratuito. È una scelta precisa”, ha concluso Borrelli, ricordando come molti visitatori siano portati a tornare più volte, anche insieme con familiari e amici. E’un luogo aperto a tutta la nostra comunità e alle altre vicine. Val di Sangro Expo è dedicata anche e soprattutto a loro”.


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