Lazio

restaurate le Terme di Traiano tra dipinti inediti e mosaici romani

C’è una Roma alla luce del sole, fatta di traffico e piazze monumentali, e ce n’è un’altra, custodita nel ventre della terra, pronta a sorprendere con capolavori rimasti nell’ombra per millenni.

Nel cuore del Colle Oppio, ad un passo dal Colosseo, si sono felicemente conclusi i complessi interventi di restauro e valorizzazione dedicati alla grande esedra e alla galleria ipogea delle Terme di Traiano.

L’operazione, finanziata nell’ambito del programma strategico del PNRR – Caput Mundi, non solo mette in sicurezza un capolavoro dell’ingegneria antica realizzato da Apollodoro di Damasco nel 109 d.C., ma permette di restituire a romani e turisti opere d’arte di inestimabile pregio, a lungo sottratte alla vista del pubblico.

Dalla Città Dipinta alle ville marittime: i tesori svelati dagli scavi

Il fascino del sito risiede nella sua incredibile sovrapposizione storica. Per edificare i 60 mila metri quadrati del complesso termale, l’imperatore Traiano inglobò e sotterrò preesistenti dimore di epoca neroniano-flavia. Proprio nelle gallerie sotterranee è possibile oggi ammirare decorazioni che rappresentano veri e propri primati dell’archeologia:

La Città Dipinta: Un affresco straordinario di circa 10 metri quadrati risalente al I secolo d.C.. Raffigura un’inedita veduta a volo d’uccello di un centro abitato cinto da mura e torri, dipinto con una sorprendente padronanza della prospettiva.

Il Grande Mosaico: Una maestosa parete musiva alta cinque metri che ricrea la facciata di una scaenae frons teatrale, ricca di statue e personaggi adagiati su un ninfeo.

Le nuove scoperte PNRR: L’approfondimento degli scavi ha regalandoci nuove sorprese: una sezione inedita di mosaico con vedute di “ville marittime” affacciate sul mare e resti di imponenti pareti rivestite di lastre marmoree che in origine svettavano fino a dodici metri d’altezza.

“Con questo intervento restituiamo alla città un luogo meraviglioso nel cuore del Colle Oppio”, ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Il restauro e i nuovi ritrovi archeologici mostrano la straordinarietà di una città dove ogni cantiere può arricchire la conoscenza del nostro passato. Caput Mundi sta mantenendo la promessa di coniugare tutela, ricerca e concreta fruibilità”.

Un percorso moderno tra passerelle panoramiche ed eventi al fresco

Il restauro non si è limitato alla sola tutela conservativa — effettuata tramite pulizia, disinfezione e consolidamento dei mosaici —, ma ha ripensato l’accessibilità complessiva dell’area:

Servizi ed accoglienza: All’ingresso della galleria sotterranea sono stati realizzati un punto informativo e un bookshop dedicato.

Camminamenti trasparenti: Una nuova passerella di collegamento permette ora ai visitatori di camminare sospesi al di sopra della sala del Grande Mosaico, mentre un ambiente adiacente custodisce le antiche fistulae (tubature) in piombo dell’impianto idrico di Duemila anni fa.

Cavea per eventi e percorsi panoramici: Sulla parte dell’esedra esterna, oggetto di studi di vulnerabilità sismica, sono state installate sedute a gradonata per ospitare concerti e conferenze, affiancate da percorsi pedonali nel verde e da un ascensore verticale meccanizzato.

Come visitare il sito: date e modalità d’accesso

Per proteggere il delicato microclima degli ambienti ipogei e salvaguardare i dipinti dall’impatto dei visitatori, la riapertura avverrà attraverso una fase sperimentale e contingentata:

Calendario di settembre: A partire da sabato 12 e domenica 13 settembre, il complesso sarà aperto esclusivamente nei fine settimana con visite guidate gratuite in lingua italiana.

Orari dal 2 ottobre: L’apertura si estenderà dal venerdì alla domenica. Sono previsti 6 turni giornalieri (alle ore 10:00, 11:00, 12:00, 13:00, 14:00 e 15:00) per gruppi limitati a un massimo di 15 persone alla volta.

Prenotazioni: È fortemente raccomandato prenotare il proprio ingresso contattando lo 060608.

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