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Cypress Hill – Dios bendiga: Il cappello sull’hip-hop latin :: Le Recensioni di OndaRock

È incredibile che i Cypress Hill non siano arrivati prima alla pubblicazione di un album tutto in spagnolo, considerando l’ottimo successo della compilation “Los Grandes Éxitos En Español” del lontano 1999. Rimedia questo “Dios bendiga”, numero undici della discografia, un episodio rivitalizzante che si porta dietro qualche rimpianto.

Finalmente la band mette il cappello su una scena, quella dell’hip-hop latin, che ha contribuito a definire e portare al successo. Lo stile tutto sommato classico dell’iniziale “Wacha Trucha” (feat. Alemán), con i synth West Coast di Dr. Dre in primo piano, chiarisce che non vogliono rivoluzionare e stravolgere, semplicemente confermarsi come classici. Ci riescono con l’ipnotica filastrocca “Campeones” (feat. Mellow Man Ace), che profuma di strada e quartieri popolari, nelle più hardcore “Sueños” (feat. Coyote) ed “El perro y el coyote” (feat. Guapo), nella più movimentata “No tengo miedo” (feat. Sick Jacken), con ritornello pop malinconico con voce filtrata. Altrove le sorprese sono poche e l’impressione che sia stato inserito il pilota automatico conferma quanto già visto in diversi altri album dei Cypress Hill più recenti. A riassumere il tutto è forse la conclusiva “Otra”, ennesimo inno alla marijuana su ritmo latin che certifica la mancanza di ambizione: è solo un’occasione per rifare quello per cui sono diventati famosi, in spagnolo e per il loro pubblico di latinos.

35 anni dopo l’esordio i Cypress Hill capitalizzano il loro credito con l’hip-hop latin attraverso un album di conferme, autocelebrativo e capace di intrattenere nei momenti migliori. Manca della visione creativa dei loro classici ma, d’altra parte, riesce a mettere a fuoco una parte della loro estetica hip-hop che altrimenti mancava di un vero testamento. Forse, però, ora è davvero il caso di salutare con dignità il proprio pubblico.

08/09/2026


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