Calabria

Catanzaro ora ha una missione: diventare “squadra”… e in fretta

L’azzardo di Gorgone a Bolzano non ha pagato. Non perché fosse sbagliato in sé provare a vincere una partita che il Catanzaro, che ora è ultimo da solo, avrebbe meritato per gioco e occasioni create. Ma guardando il contesto generale ci si sarebbe potuto anche accontentare di uno 0-0 in trasferta dopo 85 minuti se le prime due partite – fuori casa anche quelle – avevano lasciato zero punti, rimpianti e problemi. E invece ora i giallorossi fanno i conti con il peggior inizio in Serie B della loro storia: non avevano mai perso le prime tre partite, né incassato così tante reti (7) nel tris d’avvio.
Ragionare col senno di poi è facile, però è nei fatti che il rischiatutto del tecnico romano è stato controproducente: finire la partita con tre punte vere come Pecorino, Iemmello e Koffi, più un centrocampista offensivo come Tchaouna e un esterno all’esordio in B come Garnica, ha sbilanciato una squadra che fin lì non aveva rischiato nulla. Petriccione era ammonito e Giovane forse aveva dato tutto, però non c’è paragone fra l’esperienza del play e dell’ex Palermo e quella di chi li ha sostituiti. La scelta non era errata in assoluto, ma sarebbe stata meno pericolosa per un gruppo diventato già “squadra”: il Catanzaro ancora non lo è. E soprattutto aveva bisogno anche di un pareggio per muovere la classifica. Invece ha agevolato il Sudtirol, applicato e un po’ fortunato nei primi 85 minuti, sicuramente non trascendentale, ma poi bravissimo a girare dalla propria parte gli episodi. Il Catanzaro ha preso il primo gol su un rilancio del portiere e il secondo in contropiede dopo una palla persa al limite dell’area avversaria da Iemmello: marcature fatte male e duelli individuali persi (Imperiale sul primo, Ruggero sul secondo) non vanno presi come semplici episodi.
Gorgone ha delle scusanti, considerando che i cambi di Antonini e Verrengia sono stati causati da problemi fisici, quindi indipendenti dalla sua volontà, tra l’altro su due giocatori che fin lì stavano giocando bene. Senza dimenticare che nei 40’ della ripresa in cui il Catanzaro ha chiuso il Sudtirol sarebbe servita come il pane la qualità nell’uno contro uno di Pafundi, la cui assenza è stata pesantissima in tutte e tre le gare di inizio stagione.
Il modo in cui sono state incassate le sberle ha rimarcato una fragilità che poi si notava anche dalla “postura” dei giocatori, come se fossero sfiduciati dall’ennesimo colpo. E allora il lavoro va fatto pure sulla “testa” del gruppo, che con i veterani ha vissuto momenti complicati l’anno scorso e due anni fa (Aquilani 3 punti nelle prime 3 gare, Caserta 2), ma mai così in basso. Stasera presentazione ufficiale delle Aquile al Parco della Biodiversità (alle 19): l’abbraccio dei tifosi potrebbe cominciare ad aiutare.


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