Marche

«Valutiamo altre ipotesi. Quali? Adesso non lo so»

ANCONA «Abbiamo bisogno di almeno un altro paio di ipotesi per poter confrontare e scegliere, ma dovranno essere gli uffici a indicarcele. Io non ho idea di quali possano essere perché non è una scelta politica». Sembra andare verso il tramonto l’ipotesi Bolignano come sito per il nuovo impianto di cremazione di Ancona, il secondo ripensamento dopo quello sulla location originaria del cimitero di Tavernelle. E, fino a prova contraria, l’unica carta in mano della giunta in questo momento. Lo suggeriscono le parole del sindaco Silvetti, che parla dell’area dell’ex inceneritore (mai realizzato) come «un’ipotesi tecnica prospettata ai cittadini, non una scelta».

L’evoluzione

Un tono decisamente diverso rispetto a quello usato lo scorso luglio, quando in una riunione di maggioranza la soluzione a metà tra l’Aspio e Candia fu presentata come quella principe per delocalizzare il forno dopo le oltre 4mila firme di protesta raccolte nel quartiere del cimitero maggiore. Per inciso: da settimane giace pronto sulle scrivanie il Dip, mai approvato, mentre l’Arpam tampina Palazzo del Popolo perché non ha più ricevuto il via libera per eseguire le analisi ambientali. Ora, invece, Silvetti dice: «Macché ipotesi principe, era solo un’idea tecnica». Esternazioni che arrivano all’indomani dell’uscita dell’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini, che venerdì in Consiglio comunale aveva ventilato l’ipotesi di una localizzazione «nell’area vasta» dell’impianto, ovvero fuori dai confini di Ancona. Il sindaco, però, spegne subito il focolaio: «Non faremo l’impianto in nessun altro Comune». Al massimo, se la location scelta sarà confinante con un’altra Amministrazione, ci si confronterà con essa. È comunque innegabile che l’ascendente di Bolignano sulla giunta sia calato drasticamente nelle ultime settimane. L’assessore Tombolini, interrogato sul tema, spiega così: «Pensavamo che quella potesse essere un’area da considerare isolata, però così non è e allora dobbiamo trovare qualcosa che potenzi ancora id più queste caratteristiche». Tagliando corto, Bolignano è stata depennata dalla lista? «L’ipotesi tecnica è ancora sul tavolo», risponde Silvetti. Ma aggiunge: «Il problema riguarda la conformazione, la morfologia del terreno che ci comporterebbe ulteriori costi per i lavori».

I nodi

Più diretto Tombolini: «Su Bolignano non c’è stato nessun ulteriore passaggio politico, per cui credo che l’orientamento sia quello di valutare un panorama più ampio di aree». Quali? L’assessore: «In questo momento stiamo trascurando la conformità urbanistica». Il problema, però, è che un’area privata andrebbe espropriata e servirebbe una variante al Prg, almeno un anno e mezzo di lavori. Bolignano, invece, è chiavi in mano. Per il sindaco, comunque, le proteste della cittadinanza non saranno l’ago della bilancia. «La scelta la farò su basi tecnico-scientifiche». Quando? «Io mi auguro di avere le altre ipotesi entro settembre». Ma per Tombolini è ormai chiaro che «la compatibilità sociale stia diventando l’elemento più forte». Tant’è che le ipotesi alternative serviranno a bypassare «quelle difficoltà politiche che fino ad ora abbiamo riscontrato». Per ora, insomma, si naviga a vista. E con le ditte che premono per iniziare i lavori e una città che ha capito la forza dello strumento-comitato, trovare una exit strategy diventa difficile. «Soddisfare tutti è impossibile», dice Silvetti. Vero, ma le scelte impopolari non si prendono a cuor leggero. Tanto che la Regione Marche avrebbe fatto intuire al Comune che forse sarebbe meglio pensare al nodo crematorio dopo maggio 2027, quando si voterà per le Politiche. Ma nel 2028 al voto ci andrà Ancona, con Silvetti a caccia della riconferma.




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