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“Quando è mancato mio fratello è finita una certa leggerezza. Prima ce l’avevo, poi di colpo la sacca si buca. Ora la mia battaglia è cucirla”: parla Andrea Delogu

Riavvolge il nastro della vita Andrea Delogu. A ottobre, sarà un anno dalla scomparsa del fratello, morto nel 2025 in un incidente stradale. “Lì è finita una certa leggerezza – ha confessato la conduttrice in un’intervista a 7 de Il Corriere della Sera -. Prima la leggerezza ce l’avevo, me la sono guadagnata, perché comunque la vita è stata sempre intensa. I miei momenti di leggerezza li ho tenuti sempre in conto. Poi, di colpo, la sacca della leggerezza si buca. In questo momento la mia battaglia è cucirla, piano piano”.

Ancora più indietro con le lancette, l’infanzia a San Patrignano, comunità di recupero per ragazzi e ragazze con problemi di dipendenza, dove il padre era l’autista-guardia del corpo del fondatore Vincenzo Muccioli. Lì è cresciuta: “Ero molto libera in un mondo chiuso, ma non lo sapevo. Ho imparato che c’erano dei confini una volta che sono uscita da casa mia. Ho sofferto molto quando sono andata a vivere nel mondo fuori“. Uno spaesamento frutto di un cambio radicale di quotidianità.

Da quando ha pubblicato un libro sulla sua infanzia a San Patrignano, un luogo con “delle ombre, ma anche molto amore”, Delogu è cambiata: “Prima ero un agnello in mezzo ai lupi, una che all’epoca voleva raccontare la storia della propria famiglia (…). La cosa più strana è che San Patrignano l’ho vissuto che ero una bimba e poi mi sono trovata di fronte a un mondo che non si ricordava più di questa storia“, ha rivelato la conduttrice. L’ha aiutata il karate, “ma anche gli anni di terapia”.


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